L’Amico libro di Milena Privitera. Camilleri e Lucarelli “uniscono le forze” e ai lettori regalano “Acqua in bocca”
Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle per poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira (J. D. Salinger).
Il commissario Salvo Montalbano incontra l’ispettrice Grazia Negro in una collaborazione letteraria senza precedenti: i due noti scrittori di giallo Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, entrati in contatto durante le riprese del documentario A quattro mani (Minimum Fax Media 2007), grazie all’editore Daniele Di Gennaro, uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo. Ad unirli, in un noir classico da leggersi tutto d’un fiato, è un insolito omicidio in cui la vittima è ritrovata con un pesciolino in bocca (Betta Splendens). Il caso è nelle mani di Grazia Negro che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, invia tutti i materiali al collega siciliano, Salvo Montalbano, per avere un parere. Nasce così Acqua in bocca, un romanzo dalla struttura non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti, verbali, pizzini che fanno la spola, spesso nascosti tra i cannoli di ricotta o i tortellini fatti in casa, fra i due detective, uno commissario a Vigata, l’altra ispettrice di polizia a Bologna. La narrazione a quattro mani stimola e accompagna il lettore nella ricostruzione dell’indagine, che si conclude con un finale risolutivo. Montalbano e Lucarelli si dilettano a giocare una vera e propria partita a scacchi dove ogni pedina anche se a distanza viene mossa con sapiente accuratezza ma sempre e comunque con mosse a sorpresa per cercare di porre l’avversario in scacco matto. Nulla in questo breve romanzo è dato per scontato, d’altronde l’autore emiliano nei suoi gialli ha sempre privilegiato l’assassino, i suoi pensieri, le sue ossessioni, la sua vita anche normale, mentre lo scrittore siciliano l’investigatore, i suoi piccoli tic, le sue abitudini, il rapporto con i collaboratori. Acqua in bocca ha dovuto quindi mediare fra questi due punti di vista narrativi creando una storia che vede al centro i due inquirenti e sviluppando l’inchiesta – che verrà seguita dai due in maniera non ufficiale – parallelamente da entrambi i punti di vista. Nel romanzo non mancano gli eventi legati alla realtà: la mafia di Provenzano, i servizi segreti deviati, l’omicidio-suicidio di Bove legato al Sisme, Milano Marittima, punto finale d’incontro dei due; con le sue fiere estive. Ma le sorprese non finiscono qui.
Camilleri sceglie per la prima volta di far coincidere l’immagine di Luca Zingaretti con quella di Montalbano mentre Lucarelli si diverte a inserire anche il suo ispettore Coliandro. Insomma: puro piacere e divertimento per chi ama entrambi gli scrittori o per chi ha semplicemente voglia di leggere una bella storia. Nelle librerie dal 23 giugno, Acqua in bocca ha già scalato le top dei libri più venduti in Italia. Per volere dei due scrittori, il libro è legato a una iniziativa benefica a favore delle onlus San Damiano e Papayo. I ricavati delle vendite saranno infatti utilizzati per finanziare due asili, uno in Madagascar e uno in Sierra Leone.
Milena Privitera












