L’opinione dell’imprenditore Alfio Auteri sulla situazione turistica di Taormina, sul casinò e sul Progetto Unesco
Da Alfio Auteri, riceviamo e pubblichiamo: “Caro direttore, tutti chiacchieriamo su come fare per incrementare il turismo, molto spesso chiacchiere da bar, alle 8 di mattina, davanti ad un caffè.
Vorrei che mi aiutassi a trovare qualcuno disposto a fare sacrifici veri, sia politici che economici, per affrontare e risolvere questo problema in maniera veramente rigorosa. Ognuno di noi ha un’opinione che non si allontana molto dalla propria tasca. Qualcuno confonde il proprio albergo-negozio-ristorante-bar-scranno politico, per il centro del mondo. Questo va bene privatamente, ma quando si assumono impegni pubblici e di rappresentanza ciò diventa estremamente dannoso. Ci si riempie la bocca di paroloni come capitale del turismo – Perla dello Jonio, ma basta leggere una qualsiasi rivista specializzata in Turismo per vedere ciò che non si vede a Taormina. Bandiera Blu: no; Bandiera Arancione:: no; Turismo eno-gastronomico: no; Turismo ecologico: no; Turismo sportivo: no; Turismo Culturale: no; Turismo del Divertimento Notturno: no; Turismo per Famiglie: no: Turismo Low Cost: no; Turismo Religioso: no. Il panorama è sempre più violentato dalla cementificazione. Il turismo congressuale non è turismo, ma solo un rapporto quasi privato tra qualche albergo e la sala congressi. La città vede solo le briciole. Ci restano solo il mare e la passeggiata sul Corso Umberto, i bar, i ristoranti, lo shopping. Non parlo volutamente delle crociere. Allo stato attuale le prospettive (?) non sono rosee. Tutti fanno finta di non capire che l’apertura dell’aeroporto di Comiso rischia di relegare ulteriormente Taormina a semplice meta di escursioni per turisti provenienti dal Ragusano e dal Siracusano. Bla, bla, bla… Ma, oltre le chiacchiere, i progetti veri dove sono? Da parecchio tempo insisto sul progetto Unesco, chi segue le mie continue note sul giornale on line Vai Taormina sa di cosa parlo. C’è qualcuno disposto a portare veramente avanti la richiesta di iscrizione al Patrimonio Unesco consapevole che questo impegno comporta un serio programma di salvaguardia del tessuto urbano? Niente più abusi edilizi, niente più deroghe al Piano Regolatore (dopo averlo redatto), niente più favori clientelari e non… C’è qualcuno disposto a portare avanti la richiesta di certificazione ambientale consapevole che questo impegno comporta un serio programma di salvaguardia del territorio? Questi sono i fatti che possono cominciare a riportare Taormina in alto cercando di ridare un’identità che manca da tanto tempo. Passeranno minimo dieci anni e ci vorrà un grossissimo impegno sia economico che di integrità politica e sociale con l’impegno e la sinergia di tutte le forze politiche, culturali ed economiche. Ma se non si comincia non si arriverà mai da nessuna parte. Che fare quando poi ci accorgeremo che l’alibi del mancato Casinò si risolverà, in ogni caso, in un ennesimo flop? Che fare quando altre parti della Sicilia ci supereranno definitivamente nell’offerta e ci renderemo conto di essere rimasti drasticamente indietro a causa di decine di anni di immobilità generale? Staremo a vedere. Cordiali saluti. Alfio Auteri”.


Carssimo Alfio.
Concordo ampiamente con ciò che hai scritto, ma si dovrebbero superare tantissimi esami, vedi: Viabilità fluida e senza caos, strade efficienti e pulite, beni culturali (Siti archeologici, monumenti, Chiese)curati, verde pubblico curato per tutto l’anno e per tutta la città, ma soprattutto dovrebbe cambiare la nostra mentalità radicalmente e lavorare solo ed esclusivamente per la città.
Credo che Alfio ‘Finuccio’ Auteri abbia colpito nel segno scattando una bella foto al riguardo di governanti e governati di questa città.
Ha ragione quando dice che l’esercizio commerciale che ognuno gestisce ‘è il proprio centro del mondo’ (leggasi: devo fare ciò che mi conviene) e che le opinioni di ognuno ‘non si allontanano troppo dalla propria tasca’ (leggasi: ‘basta cca campu ju, a ccu mori mori’).
Bene, anzi, male!
E’ certo però che bisognerà capire al più presto,cosa Taormina dovrà fare da grande. O forse non dovrà mai diventare grande proprio perchè insiste una certa mentalità e modi di fare che Alfio Auteri ha ben descritto.
“…Niente più abusi edilizi, niente più deroghe al Piano Regolatore (dopo averlo redatto), niente più favori clientelari e non…”
mi scusi questa richiesta si può indirizzare principalmente ai politici in carica o aspiranti politici, ma conoscendo quelli che sono effettivamente i meccanismi appunto di “favori clientelari”, su che cosa pensa che dovremmo fare leva per smontare tale meccanismo?, perchè pensa che in un posto come Taormina non si è ancora giunti ad un piano regolatore? dopo anni? semplicemente perchè non conviene a molti, perchè finchè non c’è un piano regolatore si può giocare liberamente.
Penso che finchè non accettiamo che le situazioni di comodo sono effettivamente delle situazioni di comodo e possiamo dichiarare a grandi parole il nostro amore viscerale per Taormina e poi girarci dall’altra parte e fare i nostri comodi senza scrupoli, allora queste e altre rimangono come detto chiacchere da bar.