Taormina. “La Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 102–110) consente ai Comuni di introdurre, con regolamento, forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali: una definizione agevolata dei tributi locali. Uno strumento che, se impostato con serietà e compatibilità con gli equilibri di bilancio, può contribuire a chiudere posizioni pregresse e incagliate, riducendo componenti accessorie (sanzioni/interessi) e soprattutto il contenzioso che, negli anni, ha pesato sulla città”: è quanto si legge in una nota di Progetto Ricostruzione Taormina, che fa riferimento al consigliere comunale Luca Manuli.
“Taormina – si legge ancora nella nota – ha bisogno di uscire dalla stagione della gestione a strappi e della conflittualità permanente: file interminabili, comunicazioni spesso poco chiare, avvisi contestati e correzioni tardive hanno prodotto sfiducia e un costo amministrativo che ricade sui cittadini e sull’ente. La definizione agevolata, per come prevista dalla normativa nazionale e declinabile a livello comunale tramite regolamento, può essere un’operazione di reset ordinato: chiudere il pregresso litigioso e ripartire con banca dati pulita, comunicazioni corrette, assistenza che previene gli errori e controlli mirati”.
“Con questo strumento – dichiara Manuli – possiamo riportare il sistema dentro un perimetro di normalità: meno errori, meno avvisi sbagliati, meno code, meno guerre infinite. La legalità non si misura con l’accanimento burocratico: si misura con precisione, correttezza e controlli mirati sui veri evasori, senza penalizzare chi è in regola. Progetto Ricostruzione Taormina ritiene che, per essere credibile e utile, la misura debba essere impostata in modo chiaro: una finestra definita nel tempo, criteri trasparenti, premialità per chi chiude rapidamente e una rendicontazione pubblica dei risultati (posizioni chiuse, contenziosi ridotti, risorse liberate). L’obiettivo è riportare il rapporto tra Comune e contribuenti in una cornice di normalità amministrativa e fiducia. Ridurre gli incassi dalla riscossione coattiva non è in linea al disegno della partecipata Equità Urbana, le cui entrate sono in larga parte collegate agli incassi derivanti dalla riscossione coattiva. Tuttavia, riteniamo che questa sia la scelta più corretta e lungimirante per il bene della nostra città: una riscossione moderna non si regge sulla coattiva come normalità, ma su banche dati pulite, comunicazioni corrette, assistenza che risolve i problemi e recupero serio dell’evaso reale”.
“Questo strumento – conclude Manuli – può servire a rendere il rientro più sostenibile e accessibile, perché spesso sanzioni e interessi finiscono per pesare in modo significativo sul totale dovuto. È anche un modo per chiudere con il passato: ridurre il contenzioso, aumentare gli incassi in modo ordinato e senza tartassare il cittadino. Soprattutto, cambia l’impostazione: il Comune deve tornare a incontrare il contribuente, non a considerarlo un nemico. È una scelta di metodo: dalla sola coattiva alla moral suasion, con regole chiare e comunicazioni corrette”.









