Giardini. L’inclusione non si misura a parole, ma nelle opportunità concrete che si riescono a creare. Lo sa bene Sonia Favazza, promotrice e responsabile di “Mykonos per tutti APS”, che ha trasformato l’accesso al mare in un diritto universale e in un’esperienza di pura libertà per le persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.
Un’iniziativa che trova la sua casa ideale al Lido Mykonos Beach di Giardini, grazie al titolare Marco Calì, che ha creduto fin da subito in questa visione integrandola negli spazi e nello spirito dello stabilimento balneare.
Al centro dei servizi offerti c’è un’attrezzatura fondamentale: uno speciale argano sollevatore installato sulla barca che consente il passaggio in acqua e l’imbarco in totale sicurezza. Ma dietro la tecnologia c’è un significato ben più profondo, descritto con toccante poesia:
“Ci sono catene invisibili che la terraferma impone, e poi c’è il mare che insegna a volare a chiunque abbia il coraggio di affidargli il cuore – dichiara Sonia Favazza – quando questa gru si solleva o si abbassa, non sta solo spostando un corpo: sta elevando un sogno. Sta trasformando il peso della gravità nel sospiro leggero dell’orizzonte. È il momento esatto in cui i limiti sfumano e l’acqua diventa un abbraccio senza confini”.
Il progetto si propone di offrire un’esperienza completa e accogliente: dalla terraferma del Lido Mykonos Beach – strutturato per rispondere alle esigenze di ogni persona – fino all’emozione della navigazione in mare aperto.
“Con il progetto Mykonos per tutti abbiamo voluto piantare un seme di libertà – conclude la responsabile Sonia Favazza – perché l’accessibilità non è una concessione, è una chiave che restituisce a ciascuno il proprio posto nel mondo. A bordo della nostra barca non si naviga soltanto: si impara di nuovo a sentirsi leggeri”.
Un’alleanza virtuosa tra visione sociale ed accoglienza balneare che dimostra come l’abbattimento delle barriere sia un atto concreto capace di restituire a tutti la bellezza e la magia del mare.





