Taormina. “La proroga delle attività del Centro cardiologico pediatrico di Taormina fino al 31 dicembre 2025, messa in atto dal Governo regionale, potrebbe essere una deroga tattica. L’Azienda ospedaliera Papardo di Messina, infatti, sarebbe già nelle condizioni di poter ospitale la Cardiochirurgia pediatrica”: a dichiararlo sono Pietro Patti (segretario generale della Cgil di Messina), Francesco Fucile (segretario generale della Fp Cgil di Messina), Antonio Trino (segretario provinciale Fp Cgil di Messina con delega alla sanità) e Guglielmo Catalioto (coordinatore provinciale medici Fp Cgil di Messina).
“Le dichiarazioni del governatore Renato Schifani e dell’assessore regionale Daniela Faraoni – sottolinea Pietro Patti – non ci lasciano soddisfatti. La permanenza del Ccpm a Taormina è di difficile attuazione perché deve integrarsi con l’intero sistema sanitario siciliano e la deroga serve a realizzare l’assetto migliore nel campo della Cardiochirurgia pediatrica in Sicilia”.
“Se l’unica volontà palesata, pur se a denti stretti, è quella di mantenere il Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo a Taormina – dicono Francesco Fucile, Antonio Trino e Guglielmo Catalioto – non comprendiamo quale possa essere l’assetto migliore a cui fa riferimento l’assessore Faraoni, se non il consolidamento di questo progetto attraverso il sinergico accorpamento con la Cardiochirurgia del Papardo, in ossequio alle prescrizioni del Ministero che vuole le due realtà, adulti e bambini, sotto la stessa azienda. Senza nasconderci dietro un dito, noi abbiamo chiaramente espresso i nostri dubbi legati al grande interesse e alle forti pressioni politiche della provincia di Catania, dove insiste la Cardiochirurgia adulti, ad incamerare il Ccpm e per questo abbiamo chiesto un’audizione in VI Commissione all’Ars. Richiesta rimasta però senza risposta visto che il presidente Laccoto ha pensato ben di non convocarci, forse perché la nostra voce dissenziente non sarebbe stata gradita in un civico e democratico consesso. Abbiamo ugualmente esternato, sempre pubblicamente, il nostro pensiero, che oggi, per fortuna, sta prendendo forma”.




