La V Edizione del Premio Internazionale “Sciara dell’Etna” ha vissuto tra Santa Venerina e Giarre due giornate dense di interventi, emozioni e celebrazioni, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio etneo. Il 21 maggio, al Teatro Eliseo di Santa Venerina, la manifestazione ha dedicato il suo focus al tema “Verde Verdello”, omaggio al frutto simbolo della riviera jonica e dell’Etna, definito nel documento ufficiale come “l’oro dell’Etna e della riviera jonica”.
Santa Venerina: premi, identità e territorio
“Il pomeriggio del 21 maggio – spiega il direttore artistico Gianvito De Salvo – ha visto un susseguirsi di interventi istituzionali e culturali. Sono stati premiati: sindaco Antonino Santo Raciti, comandante della Polizia Municipale di Santa Venerina Patanè, comandante della Polizia Municipale di Giarre Sorbello, comandante della Polizia Municipale di Milo, Caltabiano, Associazione Bersaglieri di Zafferana Etnea, il giornalista Giuseppe Vecchio, Vellini. Un momento particolarmente toccante è stato il premio alla memoria del dirigente Scolastico Nino La Mancusa, ritirato dalla moglie, la dirigente Margherita Giardina, accolto da un lungo applauso del pubblico. L’agronomo Alfio Baudo, punto di riferimento per la valorizzazione del territorio, ha illustrato con competenza il valore agricolo e identitario del Verdello nella produzione etnea. A impreziosire la cornice artistica, la Corale Polifonica Ionia, diretta dal M° Giuseppe Cristaudo, protagonista di una performance di respiro internazionale”.
Il 22 maggio evento a Giarre
“Il 22 maggio – prosegue De Salvo – la manifestazione ha vissuto il suo epilogo a Giarre, in un incontro istituzionale che ha riunito sindaci, autorità civili e militari. Presenti: capitano Arco dei Carabinieri, tenente colonnello Mattina dell’Aeronautica. Accolto dal sindaco Leo Cantarella, ha fatto il suo ingresso S.E. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania, segnando un momento di grande rilevanza istituzionale. Dopo gli inni di Mameli e “Madre Terra”, il soprano Pina Rapisarda ha omaggiato il prelato con una intensa interpretazione dell’Ave Maria di Gounod, nella sua prima visita ufficiale a Giarre. Il rinnovato Teatro Rex ha poi ospitato l’elegante esibizione del gruppo Danzando l’800, che ha riportato in scena atmosfere storiche e raffinate. Un momento di profonda emozione è stato il premio alla memoria di Lea Barbagallo, consegnato alla presenza dei fratelli Barbagallo e della zia Rita, che ha commosso l’intera platea. Nel corso della serata sono stati premiati: Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, il già comandante della Polizia Municipale di Paternò, La Spina, il sindaco di Milo, Alfio Cosentino, il comandante dei Vigili del Fuoco di Catania, Massimo Alfredo Lauria. Cantanti e soprano ospiti, il direttore artistico del Teatro Rex, Alfio Zappalà. A fare da cornice, gli straordinari Sbandieratori del Rione Panzera di Motta Sant’Anastasia, tra i più premiati d’Italia, che hanno regalato al pubblico una performance di grande impatto scenico”.
La manifestazione è stata diretta da Gianvito De Salvo, figura centrale del panorama culturale etneo, che ha costruito un percorso narrativo capace di unire: identità, territorio, istituzioni, memoria e arte.
“Ruolo di una certa rilevanza – conclude De Salvo – lo hanno avuto ed è da già cinque edizioni che compartecipano con l’associazione, gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Giarre, con i loro docenti capitanati dalla dirigente scolastica Monica Insanguine. Memoria storica il Club per l’Unesco di Taormina, Valle dell’Alcantara e d’Agrò. Presente anche il Club per l’Unesco di Riposto e Giarre. Il Premio si conferma così un viaggio culturale che parte da Roma, attraversa il cuore della cristianità e ritorna alle radici etnee, fino alla nuova Città Metropolitana di Giarre”.









