Un arresto è stato eseguito dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina. La vittima è un’anziana donna di 83 anni, contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che chiede di poter verificare i gioielli in possesso della donna. La verifica serve ad accertare che non siano il frutto di una fantomatica rapina messa in atto con un’auto verosimilmente riconducibile alla donna. Il modus agendi è: spaventare la vittima, ingenerare l’urgenza nel reperire il denaro o come in questo caso, i gioielli, tenerla al telefono per evitare che possa avvisare un parente o un amico o più semplicemente dubitare di quanto sta accadendo.
La vittima, però, non è sola. Con lei, infatti, al momento della telefonata era presente un parente, poliziotto in servizio presso il Commissariato di Taormina, che, compresa la gravità della situazione, ha allertato la sala operativa e atteso che il truffatore si presentasse alla porta di casa. Al suo arrivo, ha quindi proceduto all’arresto insieme ai colleghi immediatamente sopraggiunti. L’uomo, un 53nne con origini catanesi, ha tentato di scappare e ha aggredito uno dei poliziotti causandogli lesioni giudicate guaribili in giorni 10. È stato pertanto tratto in arresto per i reati di truffa, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.









