
Taormina. Nella splendida Casa Cuseni, a Taormina, è stata celebrata la prima edizione del Grand Tour Festival, nel 240° anniversario del “Viaggio in Italia” di Goethe, ideato e promosso dall’Associazione Jacques Fersen ODV e da Riccardo Tomasello, con il sostegno della Regione Siciliana Assessorato Turismo (assessore Elvira Amata), del Ministero del Turismo e con il Patrocinio dell’Associazione Nazionale Comun Italiani, dell’ANCI Sicilia, dell’Ente Parco dell’Etna (presidente Massimiliano Giammusso) e delle Città di Capri (sindaco Paolo Falco e assessore Melania Esposito), Taormina (sindaco Cateno del Luca e assessore Beatrice Briguglio) e Siracusa (sindaco Francesco Italia e direttore politiche culturali Giacomo Cascio).
“Il nostro grazie – spiegano gli organizzatori – va al direttore artistico Salvatore Carmine Guglielmino, che ha letto alcuni passaggi di Il Viaggio in Italia di Goethe – Diario del 7 maggio 1787 visita a Taormina – e all’assessore Mario Quattrocchi del Comune di Taormina”.

“Giovanni Caccamo, annunciato dal presentatore Umberto Teghini, che ha condotto la serata con la solita maestria ed eleganza – dicono gli organizzatori – ha deliziato i presenti suonando Eterno e la serata è iniziata per dare risalto al geniale e visionario fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden, aristocratico che giunse in Sicilia nella seconda metà dell’Ottocento e vi trovò l’ambiente ideale per la sua arte fotografica. Le sue immagini, intrise di luce e purezza, ritraevano giovani modelli immersi tra rovine e paesaggi, evocando un nuovo classicismo fatto di grazia e mito. Non era semplice fotografia: era poesia, era mito che si incarnava in corpi reali, restituendo a Taormina un’aura che da allora non l’ha più abbandonata. Grazie a lui, il borgo siciliano divenne meta prediletta di artisti, letterati e viaggiatori da ogni parte del mondo. Giovanni Caccamo è stato premiato dal Senatore Salvo Pogliese”.
“Tra gli altri premiati – sottolineano gli organizzatori – la scrittrice e poetessa siciliana Maria Attanasio e il maestro d’arte Giuseppe Messina. Salvatore Carmine Guglielmino ha letto una poesia su Taormina di August Von Platen, poeta tedesco e viaggiatore del Grand Tour che visse a Siracusa, poi è seguita la consegna delle medaglie celebrative, con il Patrocinio del Ministero del Turismo, per premiare personalità sensibili all’arte, alla cultura e all’impegno civile e delle professioni. Le medaglie sono state consegnate a: Umberto Martorana, Elisa Guccione, Massimo Pantano, Francesco La Rosa, Gina Aloisio, Alfio Barbagallo, Davide Salemi, Rosario Scandurra, Orazoio Marletta, Antonello Tonna”.
“In occasione dell’evento – aggiungono – è stato anche possibile ammirare la speciale personale di Claudio Tomasello, guida e anima creativa del Grand Tour Festival, con The Silence of icons, che celebra il mito classico. L’Associazione Jacques Fersen ODV è animata dal desiderio di riportare alla luce il fascino del viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe, un progetto che si fa atto d’amore verso quel flusso di artisti e intellettuali che, tra Ottocento e Novecento, percorsero il Grand Tour trasformando le città e i paesaggi italiani in mete leggendarie. Grand Tour è un vero ponte di collegamento tra epoche diverse, Grand Tour come ricerca della Meraviglia, che unisce le varie zone dell’Italia e valorizza le sue eccellenze a livello internazionale; non solo di tipo estetico, ma esistenziale, non solo evasione, ma rivelazione, come accadde a Goethe, che in Italia ritrovò se stesso. E’ un viaggio che invita gli Italiani a riscoprire la loro terra e invita il mondo a percorrerla con occhi nuovi. Il Viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe, iniziato nell’autunno del 1786, non fu un semplice spostamento geografico da Nord a Sud, ma un percorso interiore che avrebbe cambiato per sempre il destino dell’autore e, con lui, la percezione che l’Europa intera aveva dell’Italia. Goethe arrivò nel nostro paese con lo spirito inquieto di chi desiderava fuggire dalle convenzioni della sua vita tedesca, dalle responsabilità di corte, dalla gabbia della fama che già lo circondava. Cercava l’Italia come si cerca un sogno antico, una promessa di armonia, un ritorno alla purezza classica che poteva placare la sua sete di bellezza. Questo viaggio, che poi avrebbe raccontato nel suo capolavoro Italienische Reise (Viaggio in Italia), divenne la testimonianza più alta del Grand Tour, quell’esperienza che per un secolo aveva spinto giovani aristocratici, poeti, filosofi e pittori a discendere lungo la penisola, alla scoperta delle meraviglie artistiche e naturali che il mondo riconosceva come uniche. L’Italia appariva agli occhi di questi viaggiatori come un museo a cielo aperto, ma anche come un corpo vivo, vibrante, che sapeva accogliere e trasformare chiunque vi si immergesse”.








