
Taormina.“FISASCAT CISL Messina presenta un esposto all’Ispettorato del Lavoro: nessuna accusa preventiva. Se l’attività continua, bisogna verificare come viene coperto il fabbisogno di personale e quali diritti spettano a chi ha già lavorato. Taormina e il suo comprensorio si preparano a vivere un settembre ancora caratterizzato da una forte presenza turistica. Le strutture alberghiere del territorio continuano a registrare una forte presenza di turisti e, secondo quanto riportato dalla stampa, livelli di occupazione molto elevati sono attese anche nelle prime settimane di ottobre”: a dichiararlo, in una nota, sono il segretario generale Maria Manna e il segretario Pancrazio Di Leo.
“Ma proprio mentre l’attività turistica prosegue – spiegano Manna e Di Leo – per alcuni lavoratori stagionali il rapporto di lavoro è previsto in scadenza il 31 agosto 2026. Da qui la decisione della FISASCAT CISL Messina di presentare un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina, chiedendo di verificare, caso per caso, cosa accada nelle aziende dopo la cessazione dei contratti stagionali e come venga concretamente garantito il fabbisogno di personale. Non stiamo accusando preventivamente nessuno. Chiediamo semplicemente che vengano verificati i fatti. Se un’attività alberghiera continua a settembre, se le presenze turistiche rimangono elevate e se permane un fabbisogno di personale, cosa accade ai lavoratori i cui rapporti vengono fatti cessare il 31 agosto? Per la FISASCAT non si tratta di mettere in discussione la possibilità delle aziende di organizzare il lavoro secondo le proprie esigenze, ma di verificare che la durata dei rapporti sia coerente con l’andamento concreto dell’attività e con l’effettivo fabbisogno di personale”.
“La stagione non è soltanto una data indicata sul calendario. È fatta di camere occupate, prenotazioni, servizi da garantire, turni da coprire e personale necessario a garantire il funzionamento delle strutture. Per questo riteniamo necessario che gli organi competenti mettano a confronto ciò che risulta dai contratti con ciò che concretamente accade nelle aziende. Nell’esposto viene chiesto di verificare la documentazione relativa ai rapporti interessati, comprese le comunicazioni obbligatorie UNILAV, i contratti individuali, le eventuali proroghe, i rinnovi e le cessazioni, nonché le modalità attraverso le quali viene concretamente garantito il fabbisogno di personale dopo il 31 agosto. Particolare attenzione viene chiesta anche sull’eventuale utilizzo di lavoratori extra, prestazioni di lavoro occasionale, nuove assunzioni o altre forme di impiego, verificando caso per caso la loro effettiva funzione nell’organizzazione aziendale e le mansioni svolte. Non diciamo che il ricorso a forme di lavoro diverse dal rapporto stagionale costituisca automaticamente una violazione. Sarebbe una conclusione che spetta agli organi competenti. Chiediamo invece che venga verificato, caso per caso, come viene organizzato il lavoro e se vi siano elementi che meritano un approfondimento”.
“Se il 31 agosto termina il rapporto di un lavoratore, ma a settembre e ottobre l’attività continua con importanti presenze turistiche, come dichiarato dall’associazione degli albergatori, e rimane necessario personale per svolgere le stesse attività, come viene coperto quel fabbisogno? Vengono effettuate nuove assunzioni? Vengono utilizzati lavoratori extra? Prestazioni occasionali? Vengono prorogati o rinnovati altri rapporti? Sono questi i dati che chiediamo vengano verificati dagli organi competenti”.
“Non vogliamo sostituirci agli organi ispettivi e non vogliamo formulare accuse preventive. Il nostro compito è rappresentare i lavoratori e chiedere che vengano effettuate le verifiche necessarie. Vogliamo semplicemente che siano confrontati i dati: ciò che risulta dai contratti, ciò che viene comunicato agli enti competenti e ciò che concretamente accade nelle aziende di Taormina e del comprensorio dopo il 31 agosto. Se tutto risulterà regolare, sarà l’accertamento a dimostrarlo. Se invece emergeranno situazioni che meritano ulteriori approfondimenti, saranno gli organi competenti a stabilire come procedere. C’è poi un altro aspetto sul quale la FISASCAT CISL richiama l’attenzione: il diritto di precedenza previsto dalla normativa per i lavoratori stagionali, nei casi e alle condizioni stabilite dalla legge. Il tema non è soltanto quando termina un contratto. Bisogna guardare anche a ciò che accade dopo. Se l’attività prosegue o riprende e viene nuovamente ricercato personale per le stesse attività stagionali, occorre verificare se vi siano lavoratori che hanno maturato un diritto di precedenza e se tale diritto sia stato correttamente considerato”.
“Per la FISASCAT CISL, in un territorio come quello di Taormina, dove la stagionalità costituisce una componente strutturale dell’occupazione turistica, la questione assume un rilievo particolare. Il sindacato richiama inoltre gli impegni contenuti nel Patto d’Area per il Lavoro, sottoscritto nel 2024, che individua tra i propri obiettivi la tutela dei livelli occupazionali esistenti e il reinserimento dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro. Il Patto d’Area per il Lavoro non può rimanere soltanto un documento. Se vogliamo davvero tutelare l’occupazione nel turismo, dobbiamo guardare anche a ciò che accade dopo la scadenza dei contratti. Se l’attività continua, se il fabbisogno di personale rimane e se vengono effettuate nuove assunzioni, devono essere verificati anche i diritti dei lavoratori che hanno già lavorato per quell’azienda, e le opportunità di continuità occupazionale che possono derivare dalla prosecuzione dell’attività”.
“La FISASCAT CISL Messina ribadisce la propria disponibilità al confronto con le imprese, le associazioni datoriali e le istituzioni, mantenendo alta l’attenzione sulla situazione occupazionale dei lavoratori stagionali di Taormina e del comprensorio. Nessuna generalizzazione e nessuna accusa preventiva. Chiediamo semplicemente che i fatti vengano verificati, caso per caso, e che i diritti dei lavoratori siano tutelati laddove ne ricorrano i presupposti. Se tutto risulterà regolare, sarà l’accertamento a dimostrarlo. Se invece emergeranno situazioni che meritano ulteriori approfondimenti, saranno gli organi competenti a stabilire come procedere. Se Taormina e il suo comprensorio continuano a lavorare anche dopo il 31 agosto, vogliamo sapere anche cosa accade ai lavoratori che quella stagione l’hanno resa possibile”.




