Prosegue senza sosta l’azione di contrasto attuata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina per prevenire e reprimere il fenomeno delle truffe in danno di persone anziane.
Nelle ultime 48 ore, sono stati due gli interventi – eseguiti, rispettivamente, dai Carabinieri delle Compagnie di Sant’Agata di Militello e Taormina – che hanno consentito di arrestare in flagranza ben quattro malviventi catanesi, già noti alle Forze dell’ordine, ritenuti responsabili di raggiri compiuti con la tecnica del “sedicente Carabiniere”.
A Limina, a lanciare l’allarme è stato il marito della vittima, precipitatosi presso la Stazione del luogo dopo che la moglie era stata contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere che le aveva chiesto di mostrare l’oro in suo possesso, per evitare ripercussioni nei confronti di un loro congiunto a seguito di una non meglio indicata rapina.
Nella circostanza, il militare di servizio alla caserma si è subito recato presso l’abitazione della donna, ove ha udito le urla di quest’ultima a cui era stata appena strappata di mano una borsa contenente i gioielli, notando anche il presunto autore che stava fuggendo a bordo di un’auto condotta da un complice.
A quel punto, lo stesso militare ha iniziato a seguire a distanza il veicolo, chiedendo nel frattempo rinforzi alla Centrale Operativa della Compagnia, finché poco dopo il mezzo in fuga è stato bloccato con l’ausilio di una pattuglia della Stazione di Sant’Alessio Siculo e di un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Taormina.
I malviventi, un 19enne e un 36enne, sono stati così arrestati per “truffa aggravata” e “furto con strappo”.
Come più volte sottolineato dai Carabinieri in occasione degli incontri informativi organizzati su questo tema, le Forze di polizia non si rivolgono mai ai cittadini chiedendo denaro o preziosi per il pagamento di presunte cauzioni.
Pertanto, qualora giungano telefonate di tale tenore, è fondamentale contattare subito il numero “112 NUE”.




