Giardini. Ha fatto molti progressi la squadra femminile di pallavolo “Porto” dell’under 14 dell’Oratorio Don Bosco allenata dalla vulcanica Rossana Famà. Si tratta di ragazzine di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Oltre a loro ci sono anche altre due categorie che stanno facendo progressi: “Mini” e “Propaganda” formata da bambine di età compresa tra i 6 ed i 12 anni. “Con l’under 14 – spiega Rossana Famà che ci racconta la storia del team – inizialmente è stata una sfida. Decidere di mettere assieme persone che non si conoscevano ed iniziare un campionato contro squadre che giocano insieme da anni è stata un’impresa ardua. Le nostre ragazze erano tutte alle prime armi, non avevano mai affrontato un vero campionato. Tuttavia, la voglia e lo spirito agonistico col tempo ci hanno spinti ad andare avanti. Come prima cosa ho cercato di formare una vera squadra. Devo dire che non è stato facile, perché a questa età le ragazzine sono davvero difficili da capire. Si trovano nella fase adolescenziale e quindi molti sono i disaccordi e le liti tra loro. Con impegno e molta dedizione ho cercato di far capire loro veri valori, come l’amicizia e il gioco di squadra in uno sport. Devo dire con molta soddisfazione che il gruppo è a buon punto. Si allenano insieme dal mese di ottobre e il loro campionato Pgs è iniziato solo poco più di un mese fa. Le prime due partite le abbiamo perse, ma noi abbiamo pensato che è meglio perdere alcuni incontri nel tentativo di realizzare i propri sogni che essere sconfitti senza conoscere il motivo per cui si sta lottando. Comunque i risultati sono arrivati presto ed abbiamo pure vinto due partire con il risultato di 3 a 0. Possiamo dire che stiamo spiccando il volo”. La squadra è composta da: Anna Maria Cucinotta (capitano); Rosy Musarella, Tayra Del Fiore, Debora Puccio, Viviana Da Campo, Veronica Guzzardi, Irene Cocuzza, Lorena Salerno, Erika Chemi, Rita Musorella, Mara Bartolone, Giorgia Costantino, Giada Piazza, Aurora Vacanti, Serena Russo, Floriana Mazzamuto, Elisa Cannizzaro e Alessia D’Agati.
Rosario Messina



