Taormina. Il coordinatore cittadino del Fli, l’avv. Danilo La Monaca, ha deciso di intervenire pubblicamente dopo le dichiarazioni del “collega” dell’Udc, Sergio Spadoni. “In riferimento alle recenti dichiarazioni del presidente locale del partito di Casini – spiega l’avv. La Monaca – Fli Taormina ritiene perfettamente legittimo che un partito esprima una sua candidatura da confrontare con gli altri gruppi di un’eventuale coalizione. E il mio partito sarebbe entusiasta di potersi confrontare al riguardo. Tuttavia, alcune recenti prese di posizione dell’Udc ci hanno lasciati perplessi, in quanto, l’atto di indirizzo sull’Asm che è stato redatto con la fattiva partecipazione dell’Udc, poi non è stato votato in Consiglio. In poche parole, mi spiace sottolineare che la mattina hanno detto una cosa e la sera ne hanno fatta un’altra. Ultimamente riesce difficile parlare con questo gruppo perché non si comprende mai la posizione ultima e definitiva dell’Udc. Il partito di Casini è sempre stato uno dei nostri alleati privilegiati e quindi noi siamo pronti a discutere seriamente il futuro della Città con gli esponenti di questo partito, ma di certo non permetteremo a nessuno di rallentare la creazione di un progetto serio per la rinascita di Taormina. Per essere ancora più precisi, noi prendiamo atto dell’attuale ed intenso dibattito interno all’Udc, che allo stato attuale parla di tre autorevoli candidature, ma per sedersi ad un tavolo con noi devono prima trovare la sintesi. Per quanto riguarda le ricette proposte da Spadoni, va detto che sono tutte condivisibili: destagionalizzare, rendere fruibile il Palazzo dei congressi e altre cose di cui non voglio parlare. Tutte cose che conoscono bene anche i cittadini. Questa volta la nostra idea è, però, quella di indicare pochi principi fondamentali e, soprattutto, stabilire i tempi del fare, rinunciando sin da ora a scuse dell’ultimo minuto. La scommessa più grande per restituire l’antico splendore di ciò che rimane della Perla dello Jonio è quella di ripudiare ogni forma di litigiosità dei governanti che non consente di dedicarsi ad un’attività amministrativa seria e proficua. Bisogna andare al Comune per fare e realizzare con il supporto e l’aiuto di tutti, soprattutto la collaborazione delle classi produttive organizzate a sistema. Insomma meno parole e più fatti da parte di ciascuno. La precondizione per realizzare tutto questo richiede, in assoluto, l’unitarietà della compagine di governo della Città, sia al suo interno sia nei rapporti con il Consiglio comunale”.



