
Il romanzo di esordio di Emanuela Ersilia Abbadessa “Capo Scirocco” (Rizzoli, 2013) presentato con successo lo scorso anno nei giardini di Babilonia, da Libreventi, Libreria Mondadori e Babilonia ha scalato le vette delle classifiche librarie, vincendo sia la 29esima edizione del premio Rapallo Carige 2013 sia la 41esima edizione del Premio Letterario Internazionale Elba. Protagonisti: Rita Agnello, una nobildonna, vedova, appassionata di Verdi e Bellini; Luigi Fumini, un giovane ragazzo che, giunto via mare a Capo Scirocco da Subiaco, vuole realizzare il suo sogno: diventare un astro del canto e Anna Cucè, una giovane, figlia di un mercante di agrumi, che riceve in regalo dal padre un piano a coda. L’incontro tra i tre è una delle chiavi di lettura del romanzo: la nobildonna, sfidando ogni convenzione sociale di una Sicilia ottocentesca, accoglie Luigi nel suo palazzo, gli fa studiare canto e frequentare i salotti buoni della città, in cambio ne riceve vitalità, gioia, amore sino a quando Anna, concede a Luigi -sebbene dietro compenso- il suo prezioso piano per esercitarsi nel canto e i due finiscono per innamorarsi. L’altra chiave di lettura è la musica, la lirica, il bel canto, in nome di essa s’incrociano i destini dei tre protagonisti, si riempiono i loro cuori, si comprendono le loro reazioni. La Sicilia che fa da sfondo è descritta come una terra antica, misteriosa, mitologica; una terra, almeno per una volta, d’approdo e non di partenza. Due i simboli principali di quest’isola lo scirocco, vento caldo “che fa impazzire le femmine” e il fico d’india, nel romanzo di marzapane, frutto dal cuore dolce ma dalla buccia spinosa. Emanuela Ersilia Abbadessa in questo suo primo romanzo, come un buon compositore, è riuscita magistralmente ad accordare tra di loro una scrittura scorrevole, un’ambientazione d’epoca piena di giuste atmosfere e dei personaggi femminili assai coraggiose per l’epoca in cui vissero,ottenendo così un’opera piacevole e armoniosa.
Milena Privitera




