
Giardini. Grande festa di pubblico e di folklore quella organizzata dal Gruppo Folk Naxos in occasione del 65° anniversario della fondazione. Lo storico ensemble, con l’eleganza che lo ha sempre contraddistinto, è riuscito a mettere insieme uno spettacolo brillante, coinvolgente e divertente, riempiendo la Piazza Municipio come per i grandi eventi. Non poteva essere diversamente, considerato che, in ben 65 anni di storia di vita del Gruppo, intere generazioni di giardinesi hanno ingrossato le fila di quella che per il paese è ormai una Istituzione. Non vi è famiglia che non abbia avuto almeno un parente che ne abbia fatto parte; ora nell’era della direzione artistica del suo fondatore, il cav. Luigi Buda, ora in quella della sua erede, la figlia Anna, ora nell’epoca dell’attuale direttore, l’eclettico maestro Nino Buda che con appassionata energia ha preso le redini del gruppo nel 1966 e con intramontabile entusiasmo continua a portare avanti questa passione che viene da lontano. Sul palco di Piazza Abate Cacciola presentati dalla brava e spigliata Francesca Gullotta e dallo stesso direttore Nino Buda, si sono avvicendati, in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, ballerini, cantanti, musicisti delle varie epoche, regalando al pubblico emozioni e ricordi. E’ bastato un accordo musicale per fare ripartire quell’alchimia, quell’afflato che ha reso tutto magico ed emozionante. E così sulle note delle celebri canzoni del classico repertorio di successo, supportati dalle immagini fotografiche del tempo, si sono esibiti i vari interpreti di ogni epoca come Sebastiano Campo (fisarmonica) Nino Gullotta (chitarra-“friscalettu”), Salvatore Gioeni (voce storica), Salvatore Ruccella (percussioni), Carmelo Maieli (chitarra-flauto traverso), Anna Campo (voce solista), Bruno Di Bernardo (tenore), Eugenia Maieli (soprano), Gaetano D’Angi (cantante chitarrista), Pippo Lo Cascio (macchiettista), Melo e Patrizia Chillari, Concettina Pavone, Assunta Todaro, Rita Gangi, Cettina e Pinuccia Siligato, Rosalba, Roberta e Carla Buda, la piccola Doriana Longo, l’intramontabile Gianna Galeano, Nella Daidone, Vincenzo Azzolina, il baritono Salvatore Todaro (reduce dai successi in Cina) e la vulcanica Giovanna D’Angi che dopo Sanremo, i vari musical in tutta Italia ha esordito da recente come attrice cinematografica nel film “Ragazze a mano armata”. Applausi scroscianti per la sua canzone “Sicilia terra d’amuri”. Hanno inoltre entusiasmato la platea le coreografiche tarantelle eseguite anche da Giuseppe Pino, Tino Scevola, Stefania Di Bernardo, Giusy Pafumi, Americo e Maria Ponturo, Maria Concetta Falanga, Leopoldo Di Leo, Lucia Veroux, Anna Gangi, Mario e Sabrina Amoroso, Viviana Malfitana, Lucia Micalizzi, Seby Pagano, Giovanni Galeano e Salvatore D’Angelo. L’apertura dello spettacolo è toccato al Canzoniere di Naxos con Marcello Cacciola, Giovanni Cannata, Filippo Gregorio, Felice Currò e Maria Raneri, che ha eseguito una brillante serie di canti di ricerca. Calorosi applausi sono andati pure all’ex componente del Gruppo Naxos, l’avvenente Sofia Tamà che si è presentata con la fascia di Miss Motors 2014. Dopo la benedizione dello storico stendardo da parte del parroco della “Raccomandata”, Padre Eugenio Tamà, che ha rivolto al gruppo e al suo direttore parole di apprezzamento e plauso è stata la volta di Francesco Bottari, studioso di storia patria, che ha tracciato un interessante profilo storico e sociale del Gruppo evidenziando la valenza culturale del canto e della danza. L’antropologo Mario Bolognari, complimentandosi con il maestro Buda, ha sottolineato l’aspetto esistenziale del messaggio trasmesso dai ragazzi di Naxos. Al termine il sindaco Nello Lo Turco, anch’egli ex componente, ha consegnato al maestro Buda un trofeo-ricordo ringraziandolo per l’importante opera svolta nel campo culturale, sociale ed umano e per aver fatto conoscere il nome di Giardini Naxos in tutto il mondo. Una medaglia commemorativa infine è stata consegnata a tutti i componenti, ricordando anche quelli purtroppo scomparsi, e quanti pur non presenti hanno contribuito negli anni a scrivere questa affascinante pagina di storia giardinese, dai fratelli Pietro e Turiddu Buzzurro a Turuzzu Foti e Salvatore Schillirò. Infine sulle note dell’intramontabile “Giardina banniredda di lu mari” è stato dato appuntamento al prossimo anniversario.




