S. Teresa. Nell’ambito delle attività previste dal Dipartimento di Filosofia, gli alunni del triennio del Liceo Classico “Caminiti-Trimarchi” hanno partecipato all’incontro-dibattito con Giuseppe Girgenti, docente di Filosofia Antica e Filosofia Tardo Antica e protocristiana, e con il laureando in Filosofia Antonio Branca, entrambi dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, per trattare il tema: “Il paradigma henologico tra Platonismo, Neoplatonismo ed Idealismo tedesco”. Nella storia della Metafisica, il rapporto Uno-Molti è un tema molto fecondo, presente anche nell’attuale dibattito filosofico, a partire dal 1970, grazie al filosofo norvegese Egil Anders Wyller e, negli anni ’80, grazie al filosofo tedesco Werner Beierwaltes. In Italia si deve a Girgenti e al suo maestro, il filosofo Giovanni Reale, recentemente scomparso, la riscoperta del paradigma henologico, che spiega il divenire degli enti reali da un principio assoluto, inteso come Uno. La genesi speculativa della henologia, in quanto studio dell’Uno, in greco “En”, è molto antica, e, attraverso il contributo essenziale di Plotino, la si può far risalire a Platone, il quale nelle “Dottrine non scritte” indica proprio nell’Uno la radice metafisica del Tutto e non nell’Essere, oggetto di studio dell’Ontologia, essenzialmente il filone principale della Filosofia classica. Per capire la Metafisica, appare necessario, pertanto, affiancare all’ontologia, l’henologia; si tratta di due modelli di pensiero, di due prospettive filosofiche, che cercano di spiegare il passaggio dal Caos all’Ordine, dall’Infinito al Finito, dall’Indeterminato al Determinato. Proprio questi concetti, come quelli di Essere, Non-Essere e Divenire, Uno e Molti – ha dichiarato Girgenti – permettono di capire come la Vita, che è essenzialmente molteplicità in continuo divenire e trasformazione, non possa essere compresa senza il riferimento all’Unità primigenia dalla quale ha origine e nella quale ritorna ogni cosa. L’umanità ha sempre cercato il principio primo e la totalità, che potesse racchiudere l’infinita molteplicità degli enti e delle possibilità del reale e questa unità ideale è stata chiamata Uno, Essere, Dio, Assoluto, Bene. Ecco perché – ha sottolineato Francesca Gullotta, coordinatrice del Dipartimento di Filosofia del Liceo – abbiamo scelto di discutere di questo argomento, perché il tema non è astratto ma concreto ed attuale. I giovani devono capire che la ragione umana non può e non deve rinunciare a costruire prospettive unitarie e quadri assiologici teoretici, etici e politici, in grado di superare la frammentazione e la perdita di senso e di significato in cui sembra affogare la vita presente. La Filosofia è un sapere utile all’esistenza di ciascuno, in quanto essa fornisce il filo di Arianna per orientarsi nel dedalo della contemporaneità e quindi permette ai ragazzi di acquisire le competenze necessarie per pensare unitariamente e logicamente, oltre che secondo coscienza e libertà.










