
Taormina. “Il Castello Saraceno di Taormina si trova su una rocca del Monte Tauro, a quasi 400 metri di quota. Da qui si poteva controllare la vallata del fiume Alcantara. In età greca e romana, la rocca del Tauro era l’acropoli inferiore di Tauromenion. Quella superiore, si trovava più a nord, presso l’attuale Castelmola”: a dichiararlo, è Annamaria Noessing, presidente del circolo locale di Legambiente. Il circolo denuncia lo stato di degrado in cui versa il Castello sito in contrada Madonna della Rocca a Taormina.
“Chiediamo che si giustifichino: la presenza di un edificio in mattoni grezzi all’interno di un edificio storico, che la Soprintendenza di Messina è tenuta a tutelare; con quale criterio architettonico ne sia stato approvato lo stile, dato l’evidente contraddizione con quello del luogo; la presenza di bagni chimici e altri contenitori in apparente stato di deposito, all’interno di un edificio storico che la Soprintendenza di Messina è tenuta a tutelare; lo stato di incuria nel quale versa un edificio storico in uno dei luoghi più visitati della Sicilia. La presenza di un cancello divelto permette a numerosi turisti di addentrarsi nell’edificio storico. Si desidera quindi venire a conoscenza di chi abbia la responsabilità amministrativa e penale, in caso di incidente o di atto vandalico. Ci si chiede quale possa essere la ragione per cui, un luogo di indubbio pregio storico, dalla posizione dominante su quelle che sono considerate le maggiori bellezze della Sicilia, quali il vulcano Etna, la Valle dell’Alcantara, la costa jonica, sia destinato a essere in un tale stato di degrado, invece che valorizzato come destinazione turistica o spazio per attività di interesse sociale o di intrattenimento. L’incuria dei luoghi non si può quindi ritenere un investimento sul territorio e del territorio, ma oltre che una perdita di prestigio, una perdita di valore economico e una perdita di potenziale lavorativo per tutti noi”.







