Taormina. La Struttura di Radioterapia dell’Ospedale di Taormina compie un nuovo passo avanti nella lotta contro il tumore al seno, implementando con successo la tecnica del Breath Hold (trattenimento del respiro) per il trattamento della mammella sinistra. Questa innovazione tecnologica è stata resa possibile grazie all’installazione di due nuovi acceleratori lineari per terapia, collocando il reparto tra i centri più avanzati nel campo della radioterapia oncologica.
“Questa tecnica innovativa – spiega Giuseppe Cuccì, direttore generale dell’Asp di Messina – consente ridurre l’esposizione del cuore alle radiazioni durante la terapia, migliorando potenzialmente l’efficacia del trattamento e riducendo il rischio di effetti collaterali a lungo termine. Il Breath Hold si basa sulla collaborazione attiva della paziente, che trattiene un profondo respiro durante la somministrazione del fascio radioterapico. In questo modo, il cuore si allontana dalla zona irradiata, garantendo maggiore precisione e sicurezza. Questo progetto è stato realizzato grazie al supporto del Dipartimento Oncologico e della Direzione Strategica che hanno investito in formazione, tecnologia e competenze per garantire trattamenti sempre più personalizzati e sicuri”.
“Siamo contenti di offrire alle nostre pazienti una tecnica allineata agli standard internazionali più elevati,” dichiara Angelo Di Pietro, direttore della Struttura di Radioterapia.
“L’implementazione del Breath Hold è frutto di un lavoro sinergico tra medici, fisici, tecnici e infermieri” afferma Nando Romeo, responsabile della Fisica Sanitaria.
La Direzione strategica dell’Asp Messina, rappresentata dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi, ha dichiarato: “Questo traguardo rappresenta un passo avanti per la nostra struttura e un impegno costante verso il miglioramento della qualità delle cure”.
La Radioterapia di Taormina si conferma un punto di riferimento nel panorama sanitario, dimostrando che anche in contesti territoriali è possibile fare medicina di alto livello, con al centro la cura del paziente.






