
Mi emoziona sempre leggere un libro su Taormina scritto da uno straniero o una straniera che ha deciso di mollare tutto e venire a vivere qui il resto della propria esistenza. Trascorrere le proprie giornate tra il mare azzurro intenso dell’Ionio e la maestosità del Vulcano Etna, scontrandosi tutti i giorni con i panorami mozza fiato che ci circondano, è da sempre per questi viaggiatori la prima vera ragione per cui hanno decido di lasciare i loro luoghi di nascita e trasferirsi qui. “Taormina, città magica, romantica antica” così scrive Antoinette Silicato (americana che vive a Taormina) nel suo “gustosissimo” libro “Soulful Sicilian Cooking”. Per lei però c’è stata una seconda ragione, che è ben spiegata in questo libro: la cucina Mediterranea, in particolar modo quella siciliana, definita dalla scrittrice “incredibile, strepitosa”. Antoinette Silicato, cantante jazz, nata in America ma con i nonni siciliani, precisamente nonno Carmelo di Mongiuffi Melia e nonna Giuseppa di San Filippo del Mela, emigrati nel lontano 1908, ha conosciuto la cucina siciliana già in famiglia, ma è nel 1980 quando venne in Sicilia, per la prima volta con suo zio, che s’innamorò di essa. Veder cucinare dei suoi lontani parenti con olio extravergine di oliva, condire con aceto naturale di vino rosso e gustare piatti appetitosi, colorati e profumati in ristoranti e trattorie della zona come dice lei stessa: “era una benedizione”. Da allora Antoinette è ritornata in Sicilia tante e tante volte finché ha deciso di rimanerci per sempre. Spinta da alcune amiche americane che le hanno consigliato appunto di scrivere un libro sulla sua esperienza di vita taorminese, Antoinette Silicato comincia e porta a termine una ricerca attenta attraverso i piatti più tradizionali, ricavandone un delizioso e inconsueto ricettario. Il libro è arricchito da bellissime immagini di scorci di Taormina e le ricette sono descritte con chiarezza e introdotte con la spiegazione di cosa suscitano i piatti scelti sia quando la scrittrice li cucina sia quando li gusta. Ne vengono fuori così non solo delle semplici ricette ma dei mini ritratti poetici, musicali, pittorici, come dire, e in questo non passiamo che dare ragione all’artista, il cibo coinvolge tutti i cinque sensi e va anche oltre. Antipasti, pasta, pesce, pollame, carne e verdure, insalate e dolci in un susseguirsi di sapori, odori, colori, ingredienti della nostra terra, messi insieme nel modo giusto, creando quell’ alchimia che regala una magia al palato. E allora la caponata le ricorda la nonna e la canzone Grandama’s hands di Bill Withers; il cavolfiore alla catanese le fa udire Volare cantata da Pavarotti; le linguine con i calamari ripieni la trasforma in una principessa come quando ascolta Take the a train di Billy Strayhorn nella versione di Duke Ellington e la sua Orchestra; la pasta al forno con le melanzane le tocca il cuore profondamente come quando Morgana King canta Cuore di mamma mia; le scaloppine con i funghi le ricordano la voce di Ray Charles; il pesce spada alla ghiotta lo cucina lei stessa mentre ascolta April in Paris di Vernon Duke; l’insalata di pomodoro e peperoni la fa ballare come Ginger Rogers e Fred Astaire sulle musiche di Gerschwin; l’insalata di baccalà la cattura come Casta diva interpretata da Maria Callas; e per finire con tenerezza e dolcezza mangiando una volta la cassata di Pasqua Antoinette Silicato ha composto una delle sue più affascinanti canzoni Enlighened. Non ci resta altro dunque che provare le ricette di Antoinette e augurarci Buon Appetito!
Milena Privitera




