C’è una Taormina che vive lontano dai riflettori del turismo e dalle cartoline patinate. È quella che abita le corsie dell’ospedale, fatta di attese, paure, improvvise risate e umanità condivisa. È proprio lì che nasce 50 sfumature di paziente (Contanima, 2025), l’ultimo libro di Mario D’Agostino, medico chirurgo dell’Ospedale di Taormina e tra i fondatori del Taormina Medical Center. Un volume che sceglie il registro della leggerezza per dire cose serie, e che affida alle immagini l’altra metà del racconto grazie alla collaborazione con l’illustratore Pancrazio Auteri.
Il libro raccoglie cinquanta episodi realmente accaduti tra pronto soccorso, reparti e ambulatori: piccoli cortocircuiti della quotidianità sanitaria che, tra incomprensioni linguistiche, superstizioni popolari, domande spiazzanti e dialoghi surreali, restituiscono un volto inedito – e spesso comico – della medicina ospedaliera. Qui il paziente non è una cartella clinica, ma il protagonista assoluto: talvolta eroe inconsapevole, talvolta vittima delle proprie paure, sempre portatore di una storia che merita ascolto .
D’Agostino scrive con uno stile asciutto e narrativo, capace di far sorridere senza mai scadere nella caricatura. L’ironia non è mai un modo per sminuire la sofferenza, ma uno strumento per attraversarla. In queste pagine si riconoscono i corridoi, le notti di guardia, le attese davanti agli ascensori: frammenti che chi lavora in ospedale conosce bene e che chi non li frequenta può finalmente guardare da vicino.
Determinante è il contributo di Pancrazio Auteri: le sue vignette non illustrano semplicemente i testi, li amplificano. Con un tratto essenziale e raffinato, l’illustratore traduce in immagini l’assurdo quotidiano, trasformando ogni episodio in una piccola scena teatrale. È un dialogo riuscito tra parola e disegno, dove l’umorismo diventa linguaggio comune .
Il libro è anche un atto d’amore verso la comunità sanitaria taorminese: nei ringraziamenti scorrono colleghi, infermieri, personale di reparto, amicizie nate sul campo. E sullo sfondo, costante, Taormina stessa, con il suo ospedale che rappresenta da sempre un presidio fondamentale non solo per i residenti, ma per un territorio che in estate raddoppia la propria popolazione.
Non è un caso che D’Agostino, medico con la passione per la scrittura, continui a raccontare storie: dopo il thriller e la narrativa, qui sceglie il registro del racconto breve per fissare sulla pagina ciò che spesso resta confinato alla memoria di chi c’era. Perché la medicina è fatta anche di aneddoti, di umanità condivisa, di sorrisi strappati nei momenti più impensati .
Alla fine della lettura resta una domanda, semplice e potente: se riuscissimo a guardare l’ospedale non solo come luogo di cura, ma come spazio di storie, cambierebbe anche il nostro modo di viverlo?




