Taormina. Si è svolta in un noto albergo di Taormina, alla presenza di un pubblico colto e raffinato, su iniziativa del Rotary Club di Taormina, l’incontro con il maestro Maurizio Gullotta su: “La musica come testimone del tempo”.
Il presidente del Rotary Club di Taormina, Carlo Turchetti, ha salutato il pubblico e ha indirizzato un caloroso ringraziamento ai numerosi soci presenti e ai graditi ospiti. Ha quindi presentato Gullotta e ha sottolineato come “la musica rappresenta quell’arte sublime che ha il potere di trasportarci in un mondo di emozioni e ricordi che si esprime con un linguaggio universale che parla direttamente al cuore. Dalle antiche civiltà ai giorni nostri, la musica ha sempre accompagnato l’uomo, riflettendo le sue gioie, le sue sofferenze e le sue speranze”.
Gullotta ha sottolineato il valore dell’arte della musica quale viaggio nel tempo e nella memoria e quale fondamento della cultura umana. Dalla musica sacra di Palestrina ai canti di protesta di Bob Dylan, passando per le sinfonie di Beethoven e le canzoni di Elvis Presley, e poi dal rinascimento al romanticismo, al jazz, al rock, alla musica contemporanea.
“La musica – ha detto Gullotta – ha sempre avuto il potere di evocare emozioni e ricordi. I suoi ritmi e le sue melodie hanno il potere di trasportarci in un altro tempo e luogo, facendoci rivivere momenti felici o tristi, ma sempre intensi. La musica è anche un potente strumento di memoria, capace di richiamare alla mente ricordi e emozioni sepolte nel profondo della nostra anima. Un semplice accordo, una melodia, un testo possono trasportarci in un momento preciso del nostro passato, facendoci rivivere emozioni e sensazioni che credevamo dimenticate. La musica è un viaggio iconico nel tempo all’interno di un percorso che ci porta attraverso le epoche e le culture, facendoci scoprire nuove sonorità e nuove emozioni. È un linguaggio universale che parla direttamente al cuore, un linguaggio che non conosce confini né barriere. La musica ha sempre accompagnato l’uomo, riflettendo le sue gioie, le sue sofferenze e le sue speranze”.
“Numerosi e apprezzati gli interventi da parte del pubblico – dice Turchetti – tra cui quelli di Salvo Coppolino, Isabella De Luca, Federica D’Adamo. Colgo l’occasione per ringraziare Gullotta e per ricordare mio padre, il pianista Galliano Turchetti, suo primo maestro di piano, ribadendo essere, la musica stessa, un dono prezioso, un patrimonio culturale e personale che dobbiamo custodire e trasmette alle generazioni future”.




