Taormina. Cresce l’attesa per il balletto in atto unico: “Cronaca da Cavalleria Rusticana” in programma il 4 agosto 2026 al Teatro Antico di Taormina. Ideazione Regia Coreografia: Giuseppe Bonanno. Testi Drammaturgia: Mino Cassano. Light Designer: Luigi Riccobono. L’art director è Pietro Gorgone.
“Lo spettacolo Cronaca da Cavalleria Rusticana – spiegano gli organizzatori in una nota – esordisce con la notizia della perdita di Santa Villardita, annuncio che viene casualmente letto su un quotidiano da un giornalista, che già dieci anni prima aveva intervistato Santuzza, protagonista nella novella del Verga e nell’opera del Mascagni: fatto realmente accaduto, quello di Cavalleria Rusticana. In scena Santuzza Villardita, viene intervistata da un giornalista, il quale commosso dal racconto della donna, cerca di dissuaderla dai sensi di colpa che hanno tormentato la sua vita, causati dall’aver dichiarato apertamente ad Alfio della tresca tra Turiddu e Lola, determinando così la morte del suo amato. Il giornalista conforta l’intervistata asserendo che la colpa non è sua ma del Destino: personaggio nuovo, in questa versione ballettistica, che intrecciandosi con i personaggi ne modifica le vite. Ad assistere a tutto ciò vi è il coro: popolo che ne accentua il dramma, anch’esso in parte protagonista ed in parte impotente spettatore. La musica che accompagna questo allestimento particolare di Cavalleria Rusticana evidenzia i vari stati d’animo dei protagonisti. Oltre ai brani di Mascagni, vi è l’inserimento di alcuni motivi di compositori contemporanei: Shigeru Umebayashi, Alexandre Desplat, Abel Korzeniowski, Samuel Barber, i quali descrivono con forza, passione e sofferenza la parte intima di ogni personaggio, scandendo ad intervalli regolari il tratto coreografico del Destino ed il suo operato”.
Quest’opera, questo balletto si caratterizza come connubio tra canto lirico, danza e prosa, dove l’una in successione all’altra creano una sinergia tale da donare allo spettatore la bellezza di queste nobili arti Cronaca perché potrebbe essere un avvenimento contemporaneo, una vicenda attuale, infatti lo spettacolo, prima del famoso urlo della donna che grida: “Hanno ammazzato Cumpari Turiddu” è anticipato da un breve prologo recitato: «Questo fatto di cronaca, realmente accaduto, stravolse la vita di quel paese, Vizzini, che come tanti altri paesi cadenza i propri ritmi lenti, sereni, a volte anche pigri, sconvolgendo la tranquillità dei propri abitanti consapevoli di quanto prima o poi sarebbe accaduto. Sarà molto difficile pensare che questa gente abbia potuto dimenticare facilmente una storia del genere, una tragedia. A tal proposito, credo, che ogni piccolo paese o grande città, in qualsiasi tempo, possano purtroppo ancora oggi essere scenario di simili storie».
IL 4 AGOSTO 2026 AL TEATRO ANTICO IN SCENA ANCHE LA BELLA ADDORMENTATA









