
Profondo cordoglio per la scomparsa di Alessandro Scelfo, Cavaliere del Lavoro, venuto a mancare all’età di 93 anni. Figura di grande rilievo per spessore umano e professionale, Scelfo ha rappresentato per decenni un punto di riferimento nel settore dei trasporti, lasciando un segno indelebile in quanti hanno avuto modo di conoscerlo, stimarlo e lavorare al suo fianco.
“Nel corso della sua lunga attività – spiega Mario Nicosia, amministratore delegato di Interbus – Alessandro Scelfo si è distinto per integrità, senso del dovere e una rara capacità di coniugare rigore e umanità. Doti che lo hanno reso non solo un imprenditore di successo, ma anche una guida autorevole per collaboratori e colleghi. Chi ha condiviso con lui il lavoro ne ricorda la correttezza, la disponibilità e una dedizione instancabile, che lo ha accompagnato fino agli ultimi istanti della sua vita”.
Originario di Giarre e residente a Enna, Alessandro Scelfo era noto come “il re delle autolinee”. Un titolo guadagnato sul campo, costruito in oltre settant’anni di lavoro. Rimasto orfano del padre Antonio a soli 16 anni, seppe raccoglierne l’eredità con straordinaria determinazione, portando avanti e sviluppando l’azienda di famiglia, la Sais, fondata nel 1926.
“Sotto la sua guida – prosegue Nicosia – il gruppo è cresciuto fino a diventare una delle principali realtà private italiane nel trasporto passeggeri su bus. Oggi comprende diverse società e garantisce collegamenti tra 350 città in sette Paesi europei: Italia, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Slovenia e Croazia. Una rete capillare che si fonda sul lavoro di circa 500 dipendenti e su una flotta di 400 autobus, trasportando ogni anno circa 7 milioni di passeggeri. La scomparsa di Alessandro Scelfo lascia un vuoto profondo non solo nel mondo imprenditoriale, ma anche umano. Il suo esempio di dedizione, serietà e visione continuerà a rappresentare un modello per le future generazioni”.








