Taormina. Novità nei Beni Culturali Italiani. Il Giardino di Casa Cuseni di Taormina è l’unico giardino privato italiano con ingresso gratuito tutti i giorni dell’anno. Questo è quanto riportato nella scheda generale compilata dalla Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, Ente di diritto privato del Ministero dei Beni Culturali.
“Il Giardino storico di Villa Cuseni – spiega Franco Spadaro, direttore di Casa Cuseni – è il Monumento privato più visitato della Sicilia, uno straordinario risultato ottenuto grazie alle politiche di valorizzazione, sicurezza ed inclusione poste in essere dalla Fondazione Robert Hawthorn Kitson che è riuscita a coniugare due identità storiche della Città di Taormina, reinterpretandole. Quando ero bambino sono rimasto affascinato da due aspetti della nostra città, la Villa Comunale, gioiello artistico e botanico di grande valore, e il Circolo dei Forestieri; due realtà magnificamente integrate nella nostra Comunità. la Villa Comunale era accessibile gratuitamente, così come il Circolo dei Forestieri, dove gli ospiti della città potevano liberamente incontrarsi, leggere, scrivere. Immagino che se ci fosse stato un biglietto di ingresso, anche minimo, probabilmente, da bambini, non avremmo trascorso tanti pomeriggi giocando alla Villa Comunale nè gli ospiti stranieri avrebbero frequentato il Circolo dei Forestieri. Abbiamo ricreato tutto questo aprendo, gratuitamente, il giardino storico di Casa Cuseni e ristrutturando le antiche serre che oggi costituiscono un luogo dove gli stranieri, liberamente possono incontrarsi, un piccolo Circolo dei Forestieri”.
“Casa Cuseni, interprete di eventi storici – dice Spadaro – è trasformata in casa-museo non per ragioni storiche o artistiche, ma perché la comunità la considera uno strumento in grado di narrare la propria identità e le radici culturali della città di Taormina, una casa-museo aperta al pubblico con uso residenziale sia passato che attuale, di grande significato etno-antropologico, in grado di testimoniare da sola una società ormai scomparsa. Questo straordinario patrimonio culturale è gestito secondo i principi della Convenzione di Faro, ovvero come Patrimonio Culturale, di grande valore educativo; qui la logica del profitto non è un fattore determinante, poiché l’edificio non è stato costruito per scopi economici e speculativi, ma come risorsa sociale del territorio, come luogo di incontro e di conoscenza, e in questa forma viene restituita alla comunità”.








