Claudia, quarantadue anni, vive una vita, anzi si lascia vivere da una vita che scorre in un tran tran quotidiano, monotono e ripetitivo. Si divide tra una splendida famiglia e la carriera universitaria. Claudia però è triste: di fatto, tutto nella sua esistenza le è capitato per caso o per una scelta fatta da altri. Avrebbe voluto fare la scrittrice e si trova invece a insegnare senza alcuna passione all’università, subentrata alla morte del vecchio professore, a cui aveva per molti anni fatto l’assistente. Ha sposato Antonio, insegnante di scuole superiori, perché con lui si è da sempre sentita sicura e protetta e il ruolo di sua compagna per la vita è ormai il suo stato naturale. Ha persino avuto una relazione extraconiugale, da cui ha avuto un figlio Francesco, (due sono le figlie avute con Antonio, Laura e Alessia) ma anche questo breve e intenso amore non è riuscito a colmare i suoi bisogni e a realizzare i suoi desideri. Claudia, a un certo punto del suo cammino, incontra Lorenzo, giovane studente, appassionato. Con lui in comune tra le molteplici cose l’amore di una poetessa poco nota, il cui pseudonimo è Rosacenere (da qui il titolo del racconto). Lorenzo entra nella vita di Claudia in maniera irruenta ma per la prima volta, anche se con mille sensi di colpe, la nostra protagonista scopre il piacere di guardare il mondo da una prospettiva diversa: “Ogni cosa, ogni respiro, ogni odore e sapore, ogni gioia e ogni dolore acquistano un nuovo significato”. Claudia, insomma, è una moderna Emma Bovary ma a differenza della sua più nota antenata tra il mal di vivere e l’essere donna sceglie, almeno una volta nella sua vita, contro ogni convenzione il battito del suo cuore. Narrato in prima persona, “Rosacenere” di Maria Paola Spurio, è un racconto psicologico – intimistico, che attraverso dei monologhi interiori, racconta la parabola della vita di una giovane donna. Di fatto sola alla fine della narrazione comprendi che il racconto è la proiezione inquietante del suo futuro che fa in sogno una ragazza di vent’anni.
Milena Privitera








