
Taormina. Dal primario del reparto di Oncologia medica dell’Ospedale “S. Vincenzo” di Taormina, Francesco Ferraù, riceviamo e pubblichiamo: “Caro direttore, mi permetta di condividere con Lei e con i Suoi lettori alcuni pensieri di questi giorni. Non si era ancora attenuata l’eco delle parole per noi esaltanti dell’assessore regionale Borsellino, pronunciate in aula consiliare il 3 marzo scorso, che arriva una clamorosa doccia fredda con la presentazione di questi giorni del Piano di riordino ospedaliero della Regione Siciliana. In quell’occasione l’assessore Borsellino aveva dichiarato a chiare lettere di sostenere la vocazione oncologica dell’Ospedale di Taormina, che sarebbe stato potenziato in tal senso. Dopo un mese esatto, viene presentato, a firma dello stesso assessore Borsellino, un piano di rimodulazione ospedaliera della Regione Siciliana (in pratica, il numero di posti letto per ciascuna specialità) che prevede una significativa riduzione dei posti letto dell’intero Presidio di Taormina (da 220 a 186), che coinvolge diversi reparti ed in particolare l’Oncologia Medica, che passerebbe da 20 a 14 posti letto. L’amara sorpresa deriva soprattutto dalla considerazione di avere tutte le carte in regola per essere destinatari di altre risorse, come appunto ha detto a Taormina l’assessore Borsellino. Altro che tagli. Gli indici di attività e tutti i parametri con cui si valuta il modo in cui funziona una Divisione ospedaliera (su cui non ci soffermiamo per non annoiare con tecnicismi, ma i numeri sono a disposizione di tutti e soprattutto ben noti in assessorato a Palermo) accreditano il Dipartimento di Oncologia di Taormina come una delle realtà sanitarie oncologiche più richieste e riconosciute della Sicilia. E questo senza volere entrare nel merito delle singole professionalità, che molti ospedali nazionali vorrebbero avere nelle loro fila, come Antonio Politi, otorinolaringoiatra, Sebastiano Caudullo, ginecologo, e Vincenzo Panebianco, chirurgo di fama internazionale. Agli altri operatori dell’Ospedale, che non si possono enunciare in questa sede per motivi di spazio, va il riconoscimento di una non comune professionalità ed abnegazione che rende l’Ospedale attrattivo per migliaia di pazienti ogni anno. Ma nonostante tutte queste professionalità, che da 15 anni sostengono insieme agli altri colleghi l’Ospedale di Taormina, questo Presidio dovrebbe ancora essere oggetto di ridimensionamenti significativi ed ingiustificati. Verrebbe voglia, provocatoriamente, di chiedere a chi di dovere a Palermo se esiste una necessità o un desiderio di spegnere l’attività del Dipartimento Oncologico di Taormina: che lo dicano subito, e ci facciano lavorare, magari altrove, ma ci diano gli strumenti per continuare ad operare in sanità con il riscontro che i pazienti ci riconoscono costantemente. E’ solo uno sfogo: sono certo di interpretare anche il pensiero di tutti i colleghi nel riaffermare la volontà di andare avanti ed anzi crescere ancora nell’attività dell’Ospedale di Taormina, e continuare a dare risposte concrete al bisogno di salute di migliaia di conterranei provenienti da tutte le provincie siciliane. Sono certo che in questa battaglia civile saremo affiancati dalla classe politica taorminese, da sempre attenta non solo alla domanda di salute del cittadino, ma anche alla positiva ricaduta d’immagine conferita alla Città dalla presenza un Dipartimento Oncologico rinomato in tutta Italia. Un Dipartimento Oncologico significa capacità assistenziali diagnostiche e terapeutiche a tutto tondo, significa un’offerta pluridisciplinare in diverse specialità mediche e chirurgiche, significa ricerca scientifica con collaborazioni internazionali: significa, in sintesi, un’attenzione completa e moderna al paziente oncologico. Tutto questo non può essere messo a repentaglio per una distrazione o per la necessità di distogliere le risorse verso altri settori meno attrezzati del nostro. Grazie per l’ospitalità. Francesco Ferraù”.








