
Taormina. Da Nino Florio, direttore di un hotel a Taormina, riceviamo e pubblichiamo: “Caro direttore Laganà, a pochi giorni dal saluto definitivo di Padre Salvatore Sinitò, nelle varie conferenze e fiaccolate, viene fuori il discutibile comportamento di alcuni taorminesi. In considerazione del semplice fatto di essere cresciuto con panino e mortadella ed il venerdì con il cioccolato, alla corte dei Padri Salesiani, quindi grande rispetto per la chiesa, vorrei fare alcune considerazioni personalissime. Dall’arrivo di Padre Sinitò a Taormina è certamente vero che è stato messo ordine nella gestione. Il risultato evidente, dopo la chiusura dei rubinetti, è che le entrate sono aumentate. I risultati sono evidenti con la sistemazione delle chiese e delle donazioni. La partecipazione dei fedeli è stata sempre numerosa e partecipe. In città si vocifera che il possibile sostituto (che ancora non so chi sia) sia nelle grazie messinesi e sarebbe amico del gruppo di contestatori. Con il trasferimento di Padre Sinitò tutto forse ritornerà come prima, ma attenti al lupo. Per chiudere, in considerazione della grande signorilità di Don Sinitò, si sappia che: l’operato del nuovo arrivato sarà monitorato costantemente (se farà bene sia lodato); le chiese saranno controllate a vista e ogni eventuale operazione poco chiara sarà documentata con relativo esposto alle autorità competenti; naturalmente per il bene di Taormina mi auguro che tutto ritorni alla normalità. Dimenticavo: perché nessuno per esempio parla della cera messa nella cassetta delle offerte? Questa non è una semplice polemica, ma il risultato del malcostume che regna e impera nella nostra società. Mi auguro che le mie opinioni vengano pubblicate sul Suo giornale on line. La stessa e mail in data odierna l’ho inviata allo staff di Papa Francesco e vi informerò di eventuali contatti ricevuti”.








