
Taormina. Da Paolo Restuccia, membro del Consiglio pastorale parrocchiale, riceviamo e pubblichiamo: “Caro direttore, ti scrivo per segnalarti una spiacevole situazione. Con le recenti consegne, fatte da Don Sinitò alla Curia, dal 1° settembre Taormina non ha di fatto un parroco, nè tanto meno i fedeli sono venuti a conoscenza della nomina di un amministratore parrocchiale pro tempore a cui fare riferimento. Lunedì 1° settembre, come accade solitamente nei giorni feriali, alcuni fedeli (tra cui io), si sono presentati alle porte del Duomo per assistere alla Messa serale delle 19, ma i battenti della chiesa sono rimasti chiusi. Increduli abbiamo aspettato per più di due ore che qualcuno aprisse, citofonando anche al portone della casa canonica. Lo spiacevole disguido potrebbe essere perdonabile, ma solo se non si fosse verificato il 1° settembre. Perchè? Ieri a Taormina doveva essere un giorno solenne di festa: l’agenda parrocchiale, approvata dal Consiglio Pastorale per il 2014 dice cosi: 1° settembre lunedì, Madonna Non Manufatta. Il 1° settembre, infatti, i nostri padri celebravano con solennità il giorno del ritrovamento dell’immagine di Santa Maria de’ Greci nel pozzo della Badia Vecchia, ivi nascosta durante la persecuzione saracena. L’immagine, che una fantasiosa tradizione vuole essere stata dipinta dagli angeli, venne insignita nel 1693 dal Consiglio Municipale del titolo di“Augusta Protettrice della Città”, in seguito al terremoto dell’11 gennaio durante il quale Taormina restò misteriosamente illesa. Per questo i taorminesi si impegnarono con giuramento a festeggiarne la festa, in perpetuo. Tornando perplesso a casa per una tale dimenticanza, come cristiano e soprattutto come taorminese amante della storia patria, non ho potuto non pensare allo stimato Nino Bifera; devoto fedele e zelante del culto di S. Pancrazio e della Non Manufatta. L’ho subito chiamato al telefono per farmi raccontare qualcosa in più su questa ricorrenza cittadina. Con l’affabilità e la sapienza tipica delle persone di un’altra epoca, Nino Bifera mi ha fatto partecipe del suo sapere. In questa data, in tempi antichi, i taorminesi si recavano in solenne processione al pozzo dove l’immagine era stata ritrovata e in segno di devozione attingevano dallo stesso l’acqua, che veniva poi portata a casa (un’anticipazione di Lourdes). Dal tempo del ritrovamento ai giorni nostri, mi assicura Bifera, non è mai venuta meno la celebrazione di questa ricorrenza, e sebbene sia stata omessa con gli anni la processione al pozzo mai si è mancato di celebrare questo appuntamento. Era quasi un voto da sciogliere di anno in anno (insieme a quello dell’ 11 gennaio) per ringraziare la Madonna della sua protezione. Ebbene nel 2014 questo voto è venuto meno. Avvicinandosi l’orario della Messa, il cielo di Taormina si è incupito. Un vento impetuoso e violento ha tagliato la piazza, facendo volare anche gli ombrelloni di qualche ristorante vicino. Ringraziandoti per l’ospitalità sul tuo giornale on line, ti saluto cordialmente. Paolo Restuccia”.









