
“La scrivente Associazione Guardie Riunite d’Italia, a difesa della realtà e della regolarità nelle procedure e delle norme del settore e della rappresentanza, in riferimento ai lavoratori, specificatamente per la categoria delle guardie particolari giurate italiane, sente la necessità di intervenire in merito”: a dichiararlo sono Massimo Raffi e Fabio Laganà, rispettivamente presidente nazionale e presidente regionale della Sicilia dell’Associazione Guardie Riunite d’Italia.

“In primis – proseguono Raffi e Laganà – bisogna dare atto che le guardie particolari giurate italiane non sono 51 mila, secondo l’ultima elaborazione Censis su dati InfoCamere, nel 2017 gli addetti impiegati nei servizi di vigilanza privata negli istituti di vigilanza sono 42.672 unità (rapporto dei dati tab 15 e tab 16) e di queste 42.672 unità bisogna stabilire l’esatto numero delle guardie particolari giurate che, per effetto di una contrazione specifica del settore del servizio armato e dello sviluppo del 2.4% annuo del servizio non armato, fa ipotizzare che il numero di g.p.g. sia attualmente intorno alle 36.000 unità”.
“Ricordiamo, inoltre, che le guardie particolari giurate sono tutelate sindacalmente dalle associazioni sindacali, prime fra tutte le associazioni confederali CGIL Filcams, CISL Fisascat e UIL Tucs ma anche UGL Sicurezza Civile, CISAL Sinalv e una quantità imprecisata di sigle autonome, indipendenti e del sindacato di base tra cui CSI – SAVES- Flaica cub – USB, etc”.
“Il servizio prestato dalle guardie particolari giurate rientra nei servizi pubblici essenziali che, secondo la legge italiana, fa riferimento all’esercizio del diritto di sciopero, in settori che offrono servizi indispensabili per garantire ai cittadini il godimento di diritti della persona costituzionalmente tutelati”.
“I soggetti che promuovono lo sciopero devono garantire l’erogazione delle prestazioni indispensabili, come appunto quella del blocco del sistema monetario, delle banche e delle poste, per privare della disponibilità dei contanti. Ma preventivamente, va svolta una procedura di raffreddamento sotto la lecita osservazione della Commissione di Garanzia, che tra l’altro, ha il compito di precettare e di sanzionare le organizzazioni che vi aderiscono in violazione della legge”.
“Vorremmo entrare nel merito della funzionalità organizzativa dei promotori dello sciopero, la stessa che la scrivente organizzazione ha coinvolto in una manifestazione unitaria, promossa il 27 marzo del 2018 nelle maggiori città italiane: Milano, Roma, Napoli, Bari, Genova e Palermo, per attenzionare le Prefetture e gli enti istituzionali sull’importanza della sicurezza sul lavoro delle stesse guardie giurate e sulla necessità di incentivare il ruolo di controllo, delle Questure e delle Prefetture, sulle imprese private che erogano i servizi sussidiari o complementari alle forze di Polizia”.
“In quell’occasione l’A.N.G.G.I. aveva avuto, da A.G.R.I. associazione promotrice, il ruolo di organizzare la manifestazione su Genova e di dare, eventualmente, supporto alle altre organizzazioni coinvolte nell’iniziativa in altre città, deludendo completamente ogni aspettativa”.
“Nelle ore successive a quella manifestazione la stessa A.N.G.G.I. manifestò palesemente, in disaccordo con la scrivente, l’ambizione individuale e prevaricatrice, di assumere la rappresentanza del settore attraverso un piano di esclusione delle altre organizzazioni sindacali”.
“Premettendo che la scrivente non è una organizzazione sindacale ma una associazione che promuove gli interessi extra-contrattuali, dando importanza al ruolo sociale e professionale delle guardie particolari giurate, supportando tutti gli altri enti di tutela, sindacali e non, attraverso la disponibilità volontaria e gli studi di settore dei professionisti n/s iscritti, abbiamo creduto di isolare l’A.N.G.G.I. da qualsiasi altra iniziativa”.
“Continuando così per la propria strada e unitamente agli altri sodalizi: A.N.P.G. di Napoli, SAVES di Palermo, CSI di Milano si è provveduto a manifestare c/o il Ministero dell’interno a Roma e prendere accordi con la segreteria dell’On. Molteni, sottosegretario di Stato del Ministero, con cui si è instaurato un proficuo dialogo istituzionale sui contenuti già promossi dalle precedenti iniziative e proseguendo con ulteriori documenti che la presente associazione sta sviluppando”.







