Nelle scorse ore, i carabinieri della Stazione di Letojanni hanno tratto in arresto un 30enne in esecuzione di una misura custodiale disposta dall’A.G. del capoluogo peloritano. A finire in manette, W. M. P., nato a Messina, classe 1980, ma residente a Pagliara (Me). Secondo quanto riportato nel provvedimento custodiale, il 30enne dovrà scontare una pena di un mese e diciannove giorni di reclusione poiché ritenuto responsabile di rapina e lesioni. Il reato era stato commesso dal 30enne nel Comune di Sant’Alessio nel mese di settembre del 2002. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato sottoposto al regime di arresti domiciliari presso il proprio domicilio. Intanto, nei giorni scorsi, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taormina hanno tratto in arresto un cittadino marocchino in quanto ritenuto responsabile di un tentativo di estorsione ai danni del titolare di una nota azienda agricola di Sant’Alessio Siculo. L’intervento dei carabinieri è scattato quando il titolare dell’azienda agricola ha comunicato ai militari dell’Arma di essere stato vittima di un’aggressione da parte di un cittadino di nazionalità marocchina, il quale, postosi innanzi l’autovettura, gli aveva impedito dapprima di allontanarsi e di uscire dal veicolo respingendolo con forza all’interno del mezzo con un colpo al petto; successivamente, dopo che l’imprenditore era riuscito a scendere dalla macchina, gli impediva di rientrarvi per potersi allontanare. Secondo quanto emerso nel corso degli immediati accertamenti effettuati dai carabinieri, l’azione delittuosa posta in essere dal cittadino marocchino sarebbe da ricondursi alla pretesa di quest’ultimo di essere assunto presso la menzionata azienda agricola dove, già in passato, aveva effettuato un periodo di prova. Il cittadino marocchino, infatti, nello scorso mese di settembre del 2010, era stato assunto presso la citata azienda agricola affinchè svolgesse mansioni di bracciante agricolo, con un iniziale periodo di prova di trenta giorni avendo pattuito un compenso mensile pari a 700 euro. Sebbene il periodo di prova di 30 giorni si fosse concluso il successivo mese di ottobre 2010, il cittadino marocchino aveva continuato la sua opera lavorativa e, per tale periodo, avrebbe dovuto percepire un compenso di circa 100 euro, non ancora saldato. Nella giornata del 10 novembre, i rapporti tra il datore di lavoro ed il cittadino extracomunitario degeneravano, tanto che a seguito delle minacce da parte del cittadino straniero al proprio datore di lavoro, veniva richiesto l’intervento dei carabinieri. Nella circostanza, infatti, il cittadino straniero aveva preteso a risoluzione della problematica la corresponsione non già dei restanti 100 euro, bensì di 1.200 euro. Una volta giunti sul posto, i carabinieri identificavano il cittadino marocchino in E. C., nato in Marocco, classe 1973 e, data la flagranza del reato, lo stesso veniva tratto in arresto e condotto presso il carcere di Messina Gazzi. Nei giorni scorsi, a seguito dell’udienza di convalida dell’arresto, il Gip, accogliendo pienamente le risultanze investigative dei carabinieri, ha disposto la permanenza in carcere del citato marocchino.








