“Roma si conferma snodo centrale del percorso del Premio Sciara dell’Etna. Il 18 marzo 2026, infatti, Piazza San Pietro ha ospitato un momento di altissimo valore simbolico: Sua Santità Leone XIV è stato insignito dell’onorificenza Sciara dell’Etna. A ricevere il riconoscimento per conto del Santo Padre è stato il cav. Simone, sediario pontificio. Nella stessa giornata, presso il MIM, un’ulteriore onorificenza è stata conferita al dott. Carlo Eufemi, consigliere personale del Ministro e membro dell’Ufficio presidenza del CSPI. Tra le personalità presenti anche il dott. Francesco Manni, Ordinario di Pedagogia Generale presso l’Università di Bergamo, a conferma della crescente attenzione del mondo accademico verso il Premio”.
A dichiararlo, Gianvito De Salvo, direttore artistico del Premio.

Verso maggio: un’edizione che unisce territori, scuole e istituzioni
“Con le tappe di Santa Venerina e Giarre – prosegue De Salvo – la quinta edizione del Premio Sciara dell’Etna si prepara a celebrare il merito, la cultura e la pedagogia come strumenti di coesione sociale. Un Premio che, partendo dall’Etna, continua a espandere il proprio raggio d’azione, trasformandosi in un ponte tra territori, generazioni e istituzioni, nel segno della memoria civile e dell’identità siciliana”.
Verso maggio: l’Etna torna protagonista
“Ora lo sguardo è rivolto alla Sicilia. A Santa Venerina e Giarre – conclude De Salvo – il Premio tornerà alle sue radici, riportando al centro territori, scuole, comunità. Un’edizione che si annuncia come una delle più significative, capace di unire Roma e l’Etna in un’unica narrazione: quella di un Paese che riconosce il valore della cultura e della pedagogia come strumenti di coesione. Il Premio Sciara dell’Etna non è più solo un evento. È diventato un racconto collettivo, un laboratorio di cittadinanza, un ponte tra generazioni e istituzioni. E quest’anno, più che mai, la sua voce arriva forte, chiara, incandescente”.




