Giardini. Il convegno distrettuale “Intrecci di futuro” dedicato alla promozione di una cultura della moda sostenibile si è svolto a Giardini Naxos, nella splendida cornice dell’Hellenia Yachting Hotel, alla presenza di un folto pubblico, autorità Fidapa nazionali e distrettuali, rappresentanti di altre sezioni Fidapa, di associazioni locali e club service. L’iniziativa è stata organizzata dalla Fidapa BPW Italy sezione di Giardini Naxos e dalla sezione di Taormina, guidate, rispettivamente, dalle presidenti Lucia Leotta e Concettina Muscolino. Un sentito ringraziamento è stato rivolto dalla presidente ospitante Lucia Leotta, alla sezione di Taormina, partner dell’iniziativa, e a tutte le socie che hanno collaborato alla realizzazione dell’incontro. La presidente ha inoltre ricordato, nei saluti iniziali, l’importanza dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna.
“Il convegno – spiega Lucia Leotta – aveva l’obiettivo di promuovere una cultura della moda sostenibile, valorizzando i saperi artigianali femminili, l’utilizzo delle fibre vegetali come risorsa per il futuro e il ruolo dell’imprenditoria femminile nel settore artigianale e creativo. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di riflessione e confronto sul tema della sostenibilità ambientale applicata al mondo della moda, sempre più centrale nelle scelte produttive e nei modelli di consumo. Presenti all’iniziativa autorità Fidapa BPW Italy, la vicepresidente distrettuale Lucia Mio, su delega della presidente Ina Di Figlia, che ha offerto le sue conclusioni, la past presidente nazionale Cettina Corallo e la past presidente distrettuale, nonché segretaria nazionale, Letizia Bonanno, che hanno richiamato , rispettivamente , il tema internazionale 2024/2027 Ispirare, innovare, trasformare: insieme plasmiamo un futuro sostenibile, e quello distrettuale Intrecci di Futuro. La trattazione del tema è stata di pertinenza delle due past presidenti di sezione, Grazia Intersimone della sezione di Giardini Naxos e Lucia Lo Giudice della sezione di Taormina che hanno approfondito e motivato la scelta dell’argomento: Incontro con due donne, due visioni, un filo comune: trasformare la tradizione in innovazione. Protagonista dell’incontro è stata la relatrice Eleonora Patanè, imprenditrice e fondatrice del brand Nora Maison, realtà nata come progetto indipendente, sartoriale e profondamente etico. Nora Maison non nasce come risposta a una tendenza, ma come una necessità culturale. Alla base del brand vi è una visione chiara: la moda come linguaggio e non come semplice consumo, la sostenibilità come pratica concreta e non come slogan, e la tecnologia come supporto alla creazione senza sostituirne l’anima. Nel tempo Nora Maison ha sviluppato un modello che unisce artigianalità contemporanea, ricerca sui materiali e sui processi produttivi, una narrazione identitaria coerente e l’utilizzo responsabile dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione ha motivato il conferimento del Premio Impresa è Donna 2025 come anche all’edizione 2025 di ME Fashion Award, il prestigioso riconoscimento come startup innovativa nel settore moda”.
“Nel corso del convegno – prosegue Lucia Leotta – si è parlato anche dell’importanza delle fibre naturali nel settore tessile. Le fibre naturali sono quelle ricavate sia da vegetali sia da materiali di origine animale, come lana, cashmere, seta, alpaca, cotone, lino e canapa. Alcune di queste, quando certificate biologiche, possono ottenere la certificazione GOTS (Global Organic Textile Standard), rilasciata esclusivamente ai tessuti naturali che rispettano rigorosi criteri ambientali e sociali lungo tutta la filiera produttiva. L’abbigliamento realizzato con fibre naturali presenta inoltre caratteristiche di maggiore traspirabilità. Oltre al comfort, le fibre naturali rappresentano una scelta sostenibile anche per l’efficienza energetica dei processi produttivi e per la produzione di rifiuti prevalentemente organici. Durante l’incontro è stata inoltre portata all’attenzione un’altra importante esperienza di innovazione sostenibile: quella di Adriana Santanocito, CEO di Ohoskin, azienda che realizza materiali tessili utilizzando gli scarti delle arance e del fico d’India. Pur assente per motivi di lavoro, la sua attività è stata presentata attraverso alcune slide che hanno illustrato il processo produttivo e la visione alla base del progetto. Il pubblico ha potuto inoltre osservare da vicino tessuti e campioni di lavorazione esposti durante l’evento, seguiti da una mini sfilata di capi Nora Maison che ha mostrato concretamente il dialogo tra ricerca stilistica, artigianalità e sostenibilità. Il convegno ha così offerto un momento di riflessione concreto su come la moda possa diventare uno strumento di consapevolezza culturale, innovazione sostenibile e valorizzazione dell’imprenditoria femminile”.





