“Il Demonio di Sant’Andrea”, pubblicato nell’aprile 2012 dalla Casa editrice Rupe Mutevole, nella collana editoriale “Letteratura di confine”, è un romanzo storico ambientato nella Basilicata del 1860. Opera prima di un giovanissimo giornalista e autore di testi televisivi, Gaetano Allegra, il libro è arricchito da una prefazione di Rita Borsellino e da un’introduzione di Giuseppe Musolino. Il romanzo narra un pezzo di storia italiana poco conosciuta, quella del brigantaggio lucano, dei soprusi subiti dai contadini di Sant’Andrea, piccolo paesino alle pendici del Monte Vulture, prima da parte del regime borbonico poi da quello piemontese. Narra soprattutto, e qui entra in gioco la fantasia dell’autore, la storia di Totore Iodice, figlio di contadini, ragazzino determinato a volere imparare a leggere e scrivere. Totore con grande furbizia riesce a corrompere Don Cuono, un reverendo siciliano che prende il posto del parroco del paese, che gli metterà a disposizione la sua ricchissima biblioteca. Totore legge avidamente libri in latino, in italiano, libri di storia, di medicina, di scienze, astrologia e romanzi d’amore e avventura. Inventa qualsiasi scusa alla madre per correre e nascondersi nella canonica per divorare tutti quei libri e per scrivere pagine di pensieri. Presto purtroppo, però, Totore si scontra con una crudele realtà: l’assassino del padre da parte di un gendarme borbonico e per averlo difeso una lunga e dura carcerazione e la deportazione dell’amato zio. Grazie all’aiuto del noto brigante garibaldino Carmine Crocco, Totore riesce a fuggire dal carcere di Melfi e si unisce alla sua banda, vendicando così l’ingiusta uccisione del padre con una serie di delitti efferati, che gli conferiranno il sopranome di Demonio di Sant’Andrea. La vendetta e l’odio accumulati sono messi da parte e i suoi sogni di fratellanza, giustizia, uguaglianza lo portano ad abbandonare Crocco e la sua banda, a ritirarsi nel cuore del monte Vulture, dove insieme al fratello Gerardo, lo zio Peppino, Don Cuono e a chi liberamente lo vuole seguire, Totore crea una vera e propria città ideale. Lo stesso ideale che caratterizza ogni sua decisione e che lo porta a scoprire se stesso, il mondo, e purtroppo anche le debolezze dell’animo umano. Romanzo amaro che ci mette di fronte alla storia di un’unità nazionale che aveva già in embrione la questione meridionale. Romanzo esilarante però che ci conferma come la coscienza civile passa sempre e soltanto dalla conoscenza e dal sapere.
Milena Privitera




