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L’Amico libro di Milena Privitera. “Bianco come la vaniglia”: la storia di Ciccio raccontata da Paola Bottero

di Redazione
21 Settembre 2012

Questa è la storia di Ciccio, un ragazzo calabrese ammazzato a soli diciotto anni, un ragazzo speciale, figlio del suo tempo, un giovane pieno di speranze e progetti, tutti distrutti in un solo momento dalla ‘ndrangheta. Ciccio è la parte buona, attiva, propositiva della Calabria, quella parte bianca – come la definisce Paola Bottero, autrice appunto della storia di Francesco Inzitari “Bianco come la vaniglia” – a cui appartengono tanti uomini e donne, raramente alla ribalta delle cronache. La parte nera, invece, è formata da mandanti, assassini, corrotti e corruttori, picciotti, camorristi. Insomma, tutti quelli che non permettono alla Calabria di decollare, ai tanti, troppi “Francesco” di vivere la propria vita con onestà e coerenza. Questa è la storia degli ultimi due anni di vita di Francesco da fine luglio 2007 al 5 dicembre, proprio quel maledetto 5 dicembre del 2009. Tutto inizia una serata di fine luglio, quando Francesco in piazza con alcuni amici, è chiamato in disparte da due o tre conoscenti, uno di loro lo colpirà con un coltello ripetutamente, a salvarlo per miracolo la prontezza del cognato Claudio. Il racconto continua con l’arresto da parte della squadra mobile di Reggio Calabria di ben quindici persone appartenenti alla potente cosca di Rizziconi. Gli arresti sono la conseguenza diretta delle minacce di morte al padre di Francesco e dell’estorsione ai danni delle sue imprese. Si passa alla descrizione di un’estate spensierata trascorsa con gli amici e l’adorata sorella al mare, in discoteca, in gelateria, in pizzeria e alla narrazione dettagliata di una festa di diciotto anni a sorpresa, organizzata in maniera perfetta dai genitori. Infine, terribile la cronistoria della sua morte tragica davanti a una pizzeria di Taurianova, nella piana di Gioia Tauro. Paola Bottero ha la capacità di narrare i fatti in maniera insolita, attraverso le emozioni comunicatele dalla sorella, dal padre, dalla madre, dagli amici di Francesco, ne viene fuori così un racconto vero, coinvolgente, commovente e personale, a tal punto da diventare la tua storia, la nostra storia. Ciccio è raccontato, attraverso gli occhi di chi da vicino l’ha conosciuto, in un crescere di maturità e responsabilità, attraverso le sue passioni, i suoi scherzi, i suoi amori, la sua gioia di vivere, e con una serie di flashback attraverso i momenti più importanti della sua vita. Francesco è ricordato in questo libro come metafora di una Calabria buona, positiva, che vuole riscattarsi e migliorarsi. Quei dieci colpi di arma da fuoco hanno ucciso il suo corpo ma non la sua coscienza civile, la sua intelligenza riflessiva, la sua cultura della legalità, la sua solidarietà che vive nella Fondazione a lui dedicata. A tuttora, come denuncia l’autrice, è “sconosciuto il nome del o dei suoi assassini”.
Milena Privitera

Tag: LibroTaormina
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