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Per chi ha la consapevolezza basta solo un accenno. Per le masse degli indifferenti la mera conoscenza è inutile” (Haji Bektash Veli).Amo i gialli, amo i romanzi storici ed ecco un giallo impeccabile, un thriller storico, un affresco pullulante di vita che ci fa entrare in un mondo irrimediabilmente lontano, con la sorpresa di scoprirlo vicinissimo: “L’albero dei giannizzeri” del giovane scrittore inglese, Jason Goodwin, romanzo pubblicato nel 2006 in contemporanea dalle maggiori case editrici mondiali. La prima storia della serie di Yashim Togalu, detective con alcune caratteristiche simili al più noto Hercule Poirot, investigatore per caso in un’Istanbul di metà Ottocento, un eunuco di professione che si vede coinvolto in delle indagini assai complesse. Il nostro detective ha solo 10 giorni per scoprire il colpevole o i colpevoli poiché la Corte del sultano ottomano non vuole assolutamente che omicidi irrisolti rovinino la festa di proclamazione del suo nuovo Editto. Leggendo questo romanzo, scoprirete e capirete inoltre chi erano i giannizzeri e quali atroci crimini commisero prima di essere aboliti nel 1826 dal sultano Muhamud II, per essersi ribellati di adottare lo stile occidentale della Nuova Guardia, dopo 500 anni dalla loro costituzione. La storia si svolge esattamente dieci anni dopo il loro scioglimento (1836) a seguito di una rivolta sanguinosa, repressa dalle nuove truppe, fedeli appunto al sultano Muhamud II, e inizia con una serie di omicidi misteriosi, primo di tutti quello di una godze, una ragazza dell’harem che è trovata strangolata, e la scomparsa di quattro cadetti della Nuova Guardia. Yasmin abbandona così le amate letture (gli scrittori francesi che predilige tanto) e l’adorata cucina e comincia a investigare: si reca nelle ambasciate straniere, nelle varie corporazioni esistenti in città, percorre le operose arterie della capitale Turca, si fa aiutare da un’amica, la marchesa de Merteuil, che a sua volta farà una brutta fine. Le sue indagini riportano sempre ai Giannizzeri, il potente corpo militare ottomano, e a un complotto di vaste proporzioni a danno dello stesso sultano. Nel frattempo una serie di incendi minaccia Istanbul e poiché i Giannizzeri sono anche dei bravi pompieri tutto sembra preparare il loro sgradito ritorno. Capitoli brevi ed incisivi per raccontare un mondo vario e cosmopolita pieno di dark ladies, sette religiose, figure losche, cortigiane, che frequentano ambasciate, hammam, moschee, palazzi imperiali e archivi storici in una Istanbul stanca e dal futuro incerto ( solo nel 1839, tre anni dopo l’ambientazione del romanzo, inizierà l’era delle riforme ). Yasmin sarà il protagonista assoluto di altri due romanzi di Goodwin: “Il serpente di pietra” (2007) e “Il ritratto Bellini” (2009).
Milena Privitera




