Letojanni. Quello che ormai è stato definito il “Caso Ruby” e cioè la vicenda, che avrebbe visto coinvolta la giovane marocchina, Karima El Mahroug, nei festini a casa del presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, è stata l’occasione propizia, per alcuni, di fare, attraverso articoli di stampa, un quadro a tinte fosche della cittadina jonica. Un ambiente deteriorato, quello della località rivierasca, che avrebbe avuto, secondo gli estensori, un ruolo fondamentale nella formazione della ragazza, influendo, poi, in maniera determinante nelle scelte di vita dell’interessata. Dagli scritti in questione ne viene fuori, pertanto, una rappresentazione alquanto negativa del centro turistico del comprensorio taorminese e dei suoi amministratori, che non vengono essi stessi minimamente risparmiati, tale da provocare, ad avviso di questi ultimi, rilevanti danni con ripercussioni notevoli alla sua immagine a livello nazionale, viste le testate, tra le più importati nel panorama editoriale italiano, in cui sono stati pubblicati e i siti internet, che li hanno ospitati. Si tratta, dunque, secondo i responsabili della cosa pubblica letojannese, di una “campagna diffamatoria, riguardante in special modo la gestione del territorio, in corso da molti mesi” e posta in particolare evidenza in occasione dell’esplosione, come detto prima, dei fatti, legati alla finta nipote del premier egiziano Mubarak. Un atteggiamento ritenuto dagli inquilini del palazzo “incomprensibile” quello, posto in essere da certi organi di stampa, che “hanno rivolto – dicono questi ultimi – ripetute accuse nei confronti del sindaco e dell’intera Amministrazione comunale”. Si sarebbe tirata talmente la corda da indurre quest’ultima a promuovere contro gli autori degli articoli incriminati una regolare azione legale, al fine di tutelare l’immagine di un paese a forte vocazione turistica, qual è ormai Letojanni, salvaguardando nello stesso tempo la dignità e l’onorabilità dei suoi governanti. In nome del pubblico interesse, dunque, la Giunta Municipale, presieduta dal primo cittadino, Gianni Mauro, ha proceduto, nei giorni scorsi, all’approvazione di un atto deliberativo, col quale viene conferito incarico all’avv. Nino Favazzo del Foro di Messina a sporgere denuncia-querela nei confronti di quanti si sono resi responsabili della campagna diffamatoria.
Antonio Lo Turco









