Letojanni. Gli stati d’emergenza, si sa, determinano scompensi, disservizi, confusione e non meno atti di sciacallaggio e profitto illecito, una situazione che non manca di aggravarsi ulteriormente in assenza anche di un sistema di informazioni, non diciamo efficiente, ma almeno, sotto certi aspetti, attendibile. Una conferma ci è data dall’odissea, vissuta da una famiglia australiana (ospite a Letojanni in casa di un amico), che, sabato scorso, nel bel mezzo dell’evento alluvionale di Giampilieri e Scaletta, avrebbe dovuto raggiungere la Calabria. Giuseppe Bucceri, in una lettera, ce ne racconta le fasi salienti. A parte i 1.440 euro chiesti da una compagnia aerea per 4 biglietti da Catania a Lamezia Terme e i 700, pretesi dal proprietario di un barcone per il tragitto Giardini Naxos-Messina, i turisti in questione sono diventati matti per avere le giuste indicazioni in merito ad un mezzo, che li portasse nella città dello Stretto. Al numero verde delle ferrovie rispondono “nessun problema, signore, vada alla stazione di Taormina e noi provvederemo con i nostri pullman a trasportarlo a Messina”. Niente di tutto questo, servizio inesistente, ma “provi a chiamare Catania –consiglia l’impiegato – ed informarsi sui traghetti per Villa S. Giovanni”, possibilità che viene confermata anche dai carabinieri. Macché, l’addetto alla biglietteria apre le braccia, di traghetti nemmeno l’ombra, alternativa un pullman, che passa da Novara, ma è pieno. Alla fine, non volendo scomodare l’amico, che li avrebbe accompagnati in auto, i poveri diavoli di oltre oceano optano per un treno Catania-Palermo, proseguendo poi in bus per Messina, il tutto in un tempo interminabile. “Non so se e quando sono arrivati – confessa Bucceri – io non ho il coraggio di chiamarli”.
Antonio Lo Turco



