Letojanni. Sembrano proprio amoreggiare , avvinghiati l’uno all’altra, in un atteggiamento di tenera intimità. Così diversi fra loro, eppure inesorabilmente attratti in un abbraccio, che sembra non avere fine. E resteranno, senz’altro, così, il Diogene (prestigiosa opera dello scultore anconetano, Corrado Cagli) e la strana partner (un enorme cactus, adagiatosi delicatamente sulla statua) fino a che, a interrompere il dolce idillio, non interverranno gli addetti comunali alla cura del verde. Galeotto fu il luogo (l’ampia aiuola al centro della piazza letojannese, intitolata ad uno dei più qualificati esponenti della Scuola Romana) e chi lo “inventò”. Bisogna, dunque, interrompere l’infruttuoso flirt, dando il benservito al più debole dei due presunti amanti. La pianta, cresciuta a dismisura e incuneatasi nella struttura dell’opera dell’artista marchigiano, va, infatti, per ovvie ragioni, tagliata.
Antonio Lo Turco







