
Roccalumera. “Vorrei condividere un fatto grave successo nei giron scorsi in un quartiere di Roccalumera, non per fare sterile allarmismo, ma per invitare tutta la nostra comunità a una riflessione profonda su quello che rischia di diventare la nostra quotidianità”: a dichiararlo, è Carmelo Spadaro.
“Martedì 16 giugno, verso le 23, due miei parenti di oltre 70 anni stavano rientrando a casa, a piedi, dopo aver cenato da me. Mentre camminavano in Via Umberto I, nel Quartiere Ficara, nei pressi di un noto B&B, un’auto a velocità si è avvicinata. Il conducente ha iniziato a suonare il clacson e, subito dopo, dall’abitacolo sono state lanciate delle uova, che hanno colpito in pieno ventre la signora. L’auto è poi fuggita a tutta velocità, facendo perdere le proprie tracce. Qual è il limite tra una bravata e il pericolo reale? Chi ha lanciato quelle uova probabilmente si stava divertendo. Forse c’è di mezzo un video da pubblicare sui social per raccogliere qualche like, forse una risata idiota tra amici in auto. Ma proviamo a guardare la realtà per quella che è. La vulnerabilità: colpire due persone anziane nel buio, di sorpresa e alle spalle, non è uno scherzo. È un atto di pura vigliaccheria che ha lasciato due persone nel più profondo stato di shock. Il rischio concreto: un oggetto lanciato da un’auto in corsa si trasforma in un proiettile. Se avesse colpito un occhio o il volto? Se per lo spavento la signora fosse caduta all’indietro sbattendo la testa sul marciapiede? Oggi commenteremmo una tragedia, non una ragazzata. Abbiamo già segnalato l’episodio alle Forze dell’Ordine, chiedendo anche la verifica di eventuali telecamere in zona e un’intensificazione dei controlli serali. La libertà di camminare per strada senza rischiare la propria incolumità è il minimo che una società civile debba garantire. Ci auguriamo con tutto il cuore che si tratti di un caso isolato. Tuttavia, ho ritenuto doveroso informare la comunità di Roccalumera, perché nei giorni scorsi, al posto dei miei parenti, poteva esserci un mio vicino di casa, un bambino, una mamma con un passeggino o uno dei tanti turisti che visitano la nostra zona. Il divertimento non può basarsi sull’umiliazione o sul pericolo altrui. Rompere il silenzio e non girarsi dall’altra parte è l’unico modo che abbiamo per difendere la sicurezza di tutti noi”.








