Roccalumera. Tre arresti dei carabinieri di Messina e Catania dopo la vile aggressione di venerdì sera al pescivendolo di Roccalumera. Due dei tre uomini finiti in manette sarebbero tra i responsabili dell’aggressione a colpi di bastone ai titolari della pescheria di via Vespucci. L’altro uomo è stato invece arrestato per furto. L’escalation degli eventi aveva preso corpo nel pomeriggio di venerdì, intorno alle 16.30, quando i carabinieri della Stazione di Roccalumera avevano arrestato, poiché sorpreso in flagranza di furto, un giovane, classe 1982, incensurato, di Acireale. Secondo il racconto dei Cc, il giovane acese, unitamente a due complici datisi subito alla fuga, avrebbe rubato un furgone Fiat Doblò, di proprietà di uno dei soci della pescheria. Uno dei commercianti, accortosi del furto del mezzo di trasporto, aveva immediatamente avvisato i carabinieri della Stazione di Roccalumera che, prontamente intervenuti, erano riusciti a bloccare l’uomo mentre tentava di darsi alla fuga. Intorno alle ore 20 di venerdì, si sarebbero presentati in pescheria circa sei/otto soggetti che, armati di bastoni e persino di una pistola, avevano aggredito i titolari dell’esercizio commerciale, tra l’altro inaugurato da circa una settimana, esplodendo altresì alcuni colpi di arma da fuoco senza riuscire però a colpire i due commercianti. Ad avere la peggio nell’aggressione, il pescivendolo 51enne, che veniva ricoverato presso il Policlinico di Messina. Le tempestive ed articolate indagini condotte dai carabinieri di Messina, protrattesi per tutta la notte, hanno permesso l’acquisizione di utilissimi elementi probatori. Nel frattempo, a seguito delle ricerche tempestivamente diramate a tutti i Comandi dell’Arma, i carabinieri della Compagnia di Giarre, sulla base delle indicazioni fornite dai militari della Compagnia di Messina Sud, nella tarda serata riuscivano a rintracciare nel Comune di Riposto un catanese, classe 1984, residente a Zafferana, celibe, rappresentante e un uomo nato Piedimonte, classe 1970, residente a Mascali, coniugato, operaio, entrambi già noti alle forze dell’ordine. I due uomini, ritenuti responsabili di aver preso parte al commando che ha effettuato la grave aggressione al pescivendolo, sono stati quindi arrestati dai militari della Compagnia di Messina Sud per il reato di tentato omicidio in concorso. Gli stessi, dopo le formalità di rito, sono stati associati all’Istituto Penitenziario di Catania-Piazza Lanza, a disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, competente nel luogo dell’avvenuto arresto. Intanto, nella mattinata di ieri, il giovane acese è comparso davanti al Giudice di Messina, che ha convalidato il suo arresto per il furto del furgone ed ha disposto la detenzione domiciliare del 27enne in attesa del dibattimento. Sono in corso le indagini finalizzate alla individuazione degli altri complici del commando.







