Taormina. “Sembrava che tutto era stato scritto su Thomas Laurier Williams, in arte Tennessee Williams; qualcosa tuttavia è sfuggito anche ai suoi più attenti biografi. A riportare l’attenzione sul commediografo americano è Casa Cuseni che rintraccia materiale di archivio e afferma con certezza che il suo ultimo racconto, Tennessee Williams lo scrisse a Casa Cuseni, nell’estate del 1980. Egli era parco di interviste, non si faceva fotografare quasi mai e riprendere le file della vicenda è stato affascinante quanto complicato”: a dichiararlo, Franco Spadaro, direttore di Casa Cuseni, a Taormina.
“Siamo riusciti a tracciare con certezza i suoi due ultimi viaggi a Taormina – prosegue Spadaro – nell’estate del 1980 e nell’autunno del 1982. Nel 1980, Tennessee Williams ed Henry Faulkner li abbiamo individuati con certezza all’Hotel San Domenico, al bar Mocanbo con Robertino Fichera, a Casa Cuseni, al New Star. Nel 1981, il suo compagno, Henry Faulkner, morì improvvisamente in un incidente automobilistico, Il commediografo non ebbe pace. e ritorno a Taormina nell’ottobre del 1982, dove, come dichiarò in un’intervista rilasciata al Manifesto il 17 ottobre 1982, fu felice con Henry Faulkner. Era arrabbiato, scontento, e voleva sceneggiare il suo ultimo lavoro scritto due anni prima, The Lingering Hour che potremmo anche tradurre, non letteralmente, come Il Mondo Finirà a Taormina, una visione dantesca della Fine del Mondo”.
“…una specie di rivolta della natura, con tutti i vulcani del mondo che esplodono uno dopo l’altro causando terremoti, squilibri atmosferici di tutti i tipi con grandini di fuoco e sconquassi irreversibili. Prima di tutti scompare, inghiottita dal mare, la California intera con Hollywood che precipita nei più profondi abissi, dove si merita di finire…”.
“L’azione comincia e si sofferma – dice Spadaro – nella piazza principale di Taormina con un bar. Crediamo sia il Mocambo per l’amicizia personale di Tennessee Williams con Robertino Fichera.
“Il Bar Mocambo viene man mano sostituito da altri ambienti come la spiaggia, il rifugio e via dicendo… L’Etna è l’ultimo dei vulcani a esplodere ma è il più violento, e per i personaggi della commedia non c’è via di scampo. Gli annunci ufficiali incoraggiano i cittadini a recarsi sulla spiaggia dove dovrebbero essere salvati dalla Marina, che però non arriva mai. Chi si reca laggiù può scegliere soltanto fra la colata di lava o il mare In tempesta. In tutti gli ambienti prescelti si diffonde il panico meno che nel bar che alla fine rimane deserto, ad eccezione di un uomo che continua a bere, dato che gli hanno lasciato la scorta di alcool a portata di mano. È l’unica persona rimasta in vita – si immagina – in tutta la Terra…”.
“Lo scrittore rimane in vita – conclude Spadaro – ed è costretto a scrivere, anche dopo la fine del Mondo. Il Museo di Casa Cuseni conserva il bozzetto preparato da Henry Faulkner per questo dramma, mai messo in scena, un atto unico.
LA FOTO
Nella foto: l’Etna in eruzione, con fumo e fiamme, una visione dantesca del vulcano. In lontananza i piccoli tetti rossi della nostra città, dipinto da Henry Lawrence Faulkner nell’estate del 1980 quale bozzetto per “The Lingering Hour”. L’opera è in mostra permanente e disponibile per la consultazione insieme al materiale di archivio della Villa, poesie di Henry Faulkner corrette da Ezra Pound e da Tennessee Williams, quadri di Henry Faulkner e documenti di Tennessee Williams.




