Taormina. “Cresce il malcontento tra i residenti di via Zanclea, una delle strade più belle, frequentate e rappresentative della frazione marinara di Mazzeo, dove dall’ottobre 2024 è presente un ponteggio installato in prossimità di un antico edificio religioso oggetto di interventi di restauro. A quasi due anni dall’installazione della struttura, numerosi cittadini lamentano una situazione che definiscono ormai insostenibile. I lavori sarebbero proceduti in maniera estremamente limitata e soltanto sporadicamente sarebbero stati avvistati operai all’opera”: a scriverlo, in una nota, è Maria Elena Buscemi, proprietaria di un immobile in via Zanclea.
“Via Zanclea – si legge nella nota a firma di Maria Elena Buscemi – rappresenta uno dei principali collegamenti tra il lungomare e la parte interna della frazione, conducendo direttamente verso la piazza centrale di Mazzeo. Si tratta di una delle arterie più trafficate e utilizzate da residenti, turisti e operatori economici, nonché di uno degli accessi più caratteristici dell’intera località. I cittadini sottolineano come il recupero dell’antico edificio religioso avrebbe potuto rappresentare un importante elemento di valorizzazione del territorio e un vero fiore all’occhiello per Mazzeo. Tuttavia, a loro avviso, il protrarsi della presenza del ponteggio senza un’effettiva e continuativa attività di cantiere avrebbe finito per produrre l’effetto opposto. Secondo quanto riferito dai residenti, l’edificio religioso sarebbe interessato da interventi e installazioni provvisorie ormai da molti anni, mentre il ponteggio attualmente presente, installato nell’ottobre 2024, sarebbe rimasto sostanzialmente invariato per un lungo periodo, generando la percezione di una situazione di sostanziale abbandono. Tra le principali criticità segnalate vi sarebbe inoltre la presunta assenza della cartellonistica di cantiere normalmente prevista per questo tipo di interventi. I residenti sostengono infatti di non essere in grado di conoscere con chiarezza l’impresa esecutrice, il direttore dei lavori, il responsabile della sicurezza, le autorizzazioni rilasciate, né le date di inizio e conclusione dell’intervento. I residenti evidenziano inoltre che, oltre alla presunta assenza della cartellonistica di cantiere, non sarebbero presenti segnalazioni luminose visibili durante le ore notturne. Secondo quanto riferito dai cittadini, non risulterebbe inoltre facilmente individuabile un sistema di messa a terra della struttura. Circostanze che, a loro avviso, meriterebbero opportuni accertamenti tecnici da parte degli enti competenti”.
“Particolare preoccupazione viene espressa dai residenti per la presenza di cavi elettrici che, secondo quanto segnalato – si legge sempre nella nota – si troverebbero a diretto contatto con i tubolari metallici del ponteggio. I cittadini chiedono che venga verificata la conformità della struttura sotto il profilo della sicurezza elettrica e della protezione contro eventuali dispersioni, anche al fine di escludere qualsiasi rischio per la pubblica incolumità. I residenti chiedono inoltre di accertare le condizioni generali del ponteggio e la sua piena rispondenza ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente”.
Maria Elena Buscemi, proprietaria di un immobile ubicato in via Zanclea, nonché titolare di una struttura ricettiva operante nella stessa area e residente della zona, evidenzia soprattutto le conseguenze economiche che la presenza del ponteggio avrebbe comportato: “Mi sono trovata costretta a sospendere – spiega Maria Elena Buscemi – l’attività della mia struttura ricettiva situata a pian terreno. Le finestre delle camere si affacciano direttamente sulla struttura, a una distanza minima. Questo comporta una significativa riduzione della luce naturale, della circolazione dell’aria e della vivibilità degli ambienti. La presenza del ponteggio rende inoltre impossibile utilizzare normalmente gli spazi esterni prospicienti l’abitazione. Non è possibile neppure collocare uno stendino all’esterno per la normale stesura della biancheria. Per queste ragioni ho preferito cancellare le prenotazioni, subendo un danno economico considerevole, proprio perché non ero più in grado di garantire agli ospiti le caratteristiche e i servizi pubblicizzati al momento della prenotazione a causa della presenza del ponteggio. La situazione avrebbe determinato ulteriori criticità sotto il profilo del decoro urbano e dell’igiene. Nelle aree interessate dalla struttura si sono verificati episodi di presenza di roditori segnalati da diversi residenti della via e in altri locali della zona. Inoltre permane una forte preoccupazione per la sicurezza, poiché il ponteggio potrebbe consentire a malintenzionati di raggiungere con maggiore facilità balconi e aperture degli edifici prospicienti”.
“Non risultano facilmente individuabili – sottolinea Maria Elena Buscemi – indicazioni relative all’impresa esecutrice, ai professionisti incaricati, alle autorizzazioni rilasciate e alle tempistiche previste per l’esecuzione dei lavori. I residenti chiedono maggiore chiarezza e trasparenza su aspetti che riguardano direttamente la sicurezza e la vivibilità della via. Nel corso del tempo, diversi residenti si sarebbero rivolti agli uffici comunali competenti per ottenere chiarimenti sulla situazione e sulle tempistiche dei lavori, senza tuttavia ottenere risposte concrete o soluzioni alle problematiche segnalate”.
“Anche Stefano Sturiale, residente della via e proprietario di un appartamento al secondo piano di uno degli edifici interessati dalla presenza del ponteggio – si legge nella nota – manifesta preoccupazione per le possibili conseguenze della permanenza della struttura”.
“Dal mio balcone – dice Stefano Sturiale – la distanza tra il ponteggio e i fili per la stenditura della biancheria è estremamente ridotta, circa trenta centimetri. Questa situazione mi preoccupa sia per eventuali profili di sicurezza legati alla presenza dei cavi elettrici nelle immediate vicinanze, sia per il fatto che la struttura potrebbe consentire a persone estranee di raggiungere con facilità la mia abitazione. Vivo con la mia famiglia e con una minore e non posso nascondere il timore per l’incolumità delle persone che vi abitano. Nella zona più alta del ponteggio sono presenti tavole e materiali che, almeno visivamente, sembrano appoggiati in maniera precaria. Sarebbe opportuno verificare che tutto sia perfettamente ancorato e messo in sicurezza, per evitare eventuali rischi per le persone che quotidianamente transitano nella via. La presenza del ponteggio ha reso particolarmente difficoltose le operazioni di trasferimento dei mobili. È stato necessario adottare sistemi alternativi di sollevamento per riuscire a portarli all’interno dell’abitazione e, purtroppo, alcuni arredi sono arrivati danneggiati, con conseguenti ulteriori costi e disagi”.
“Tra le segnalazioni raccolte – si legge ancora nella nota – vi è anche quella di Salvatore Squillaci, proprietario di un immobile e gestore di una struttura ricettiva presente in via Zanclea. Secondo quanto riferito, la presenza del ponteggio limiterebbe significativamente l’utilizzo del parcheggio privato di pertinenza dell’immobile, rendendo particolarmente difficoltose le normali manovre di ingresso e uscita dei veicoli. Una situazione che, a suo dire, avrebbe comportato notevoli disagi economici, non consentendogli più di garantire ai propri ospiti un servizio che rappresentava un importante valore aggiunto della struttura ricettiva gestita nella zona. Particolarmente sentita è anche la problematica relativa all’accessibilità della strada. Secondo i residenti, il passaggio risulterebbe estremamente difficoltoso per le persone con mobilità ridotta, per chi utilizza una sedia a rotelle, un deambulatore o per le famiglie con passeggini. In alcuni punti, sostengono i cittadini, lo spazio disponibile sarebbe talmente ridotto da rendere complicato il transito in condizioni di sicurezza, limitando la piena fruizione di una strada che rappresenta uno dei collegamenti principali della frazione. Una situazione che, oltre a creare disagi quotidiani ai residenti, inciderebbe negativamente anche sull’immagine della località, soprattutto durante la stagione turistica, quando la via rappresenta uno dei principali percorsi utilizzati da visitatori e vacanzieri”.
Maria Elena Buscemi, a nome dei residenti di via Zanclea, chiede “un intervento degli enti competenti – spiega – affinché venga verificata la regolarità della struttura, la conformità della segnaletica e della cartellonistica di cantiere, lo stato delle autorizzazioni eventualmente rilasciate e le condizioni generali di sicurezza dell’area. Non chiediamo altro che chiarezza, sicurezza e una rapida conclusione dei lavori. Se il ponteggio è regolare e i lavori devono proseguire, chiediamo che vengano completati in tempi certi. Se invece esistono criticità, chiediamo che vengano immediatamente affrontate e risolte nell’interesse della collettività. Via Zanclea è sempre stata uno degli accessi più suggestivi, frequentati e rappresentativi di Mazzeo. Oggi, invece, si presenta come una strada fortemente penalizzata da una situazione che si protrae da troppo tempo e che necessita di una soluzione urgente per garantire la sicurezza della collettività, dei turisti, dei residenti e di tutti coloro che quotidianamente transitano nella zona. L’obiettivo non è ostacolare il recupero dell’edificio religioso, ma favorire una rapida conclusione dei lavori e la piena messa in sicurezza dell’area, considerato che il recupero della chiesa rappresenta un intervento importante per la comunità e un bene storico e culturale per Mazzeo. L’auspicio è inoltre quello di restituire una normale vivibilità alla via, consentendo ai residenti, ai turisti e agli operatori economici di poter usufruire pienamente di uno dei principali accessi della frazione”.









