Taormina. “Spettabile redazione di Vai Taormina, mi chiamo Alessia Gentile, ho 24 anni, sono una ragazza in carrozzina per una tetraparesi spastica, ma sono anche una ballerina e una scrittrice (autrice dei libri Farfalla sulle ruote, L’anima dalle scarpette rosa e La tua mamma). Vi scrivo per accendere i riflettori su una situazione che riguarda la dignità, il diritto allo svago e l’accessibilità reale delle persone con disabilità all’interno di uno dei luoghi culturali e di spettacolo più prestigiosi al mondo: il Teatro Antico di Taormina. Frequento questo teatro da anni e ho assistito a spettacoli straordinari. Tuttavia, l’entusiasmo per la musica e l’arte lascia sempre più spazio a una profonda amarezza e frustrazione per come veniamo gestiti noi spettatori con disabilità. Mentre ogni cittadino può scegliere e conoscere in anticipo la propria poltrona e la relativa visuale, per noi l’acquisto del biglietto è sempre un terno al lotto. Nonostante paghiamo il biglietto come gli altri, veniamo regolarmente parcheggiati nelle aree riservate laterali, a ridosso delle casse acustiche. Questo comporta problemi gravi ed inaccettabili. Visuale fortemente compromessa: essere posizionati lateralmente significa non godere dello spettacolo e non vedere adeguatamente o per niente l’artista per cui abbiamo pagato. Impatto acustico insostenibile: la vicinanza alle casse è dannosa per l’udito e diventa una fonte di grave stress o sovraccarico sensoriale per le persone con disabilità sensoriali o con autismo. Mancanza di rispetto e inclusione reale: si parla continuamente di inclusione, ma nei fatti veniamo messi da parte, ai margini della platea. Siamo persone. Andiamo a un concerto per divertirci, non per vivere un’esperienza ansiogena costellata di ostacoli. La disabilità ci costringe a stare seduti, ma la nostra passione per l’arte e la nostra dignità di cittadini sono esattamente identiche a quelle di chiunque altro. Chiedo alla vostra testata di dare voce a questa denuncia affinché le istituzioni, la direzione del Teatro Antico di Taormina e gli organizzatori degli eventi intervengano per ripensare la gestione degli spazi. È tempo che l’accessibilità diventi un diritto concreto e non una concessione fatta a metà. Allego foto, tra l’altro in questo caso era meno pieno di disabili quindi c’era poco più spazio ma non fa differenza come si può vedere”.





