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Taormina. Circolo Legambiente: il dettagliato bilancio dell’ex presidente Caterina Valentino, che passa il testimone ad Annamaria Noessing

di Redazione
18 Aprile 2017

Taormina. “Il mese scorso ho voluto  rassegnare le mie dimissioni come presidente poiché credo fermamente che sia fondamentale un frequente rinnovamento in associazioni come la nostra. Ora ho potuto farlo perché, grazie al lavoro di tutti noi, il Circolo di Legambiente Taormina/Alcantara è oggi molto più numeroso e forte, inserito in una grande rete di cooperazioni con le tante realtà (associazioni, comitati, presidi e cooperative) locali e no, coinvolte nei nostri progetti e battaglie”: a dichiararlo, è Caterina Valentino. “Sono convinta – spiega Caterina Valentino – che quattro anni come presidente bastino, specialmente se sono stati quattro anni così densi, come quelli appena trascorsi, in cui tutti insieme siamo riusciti a portare avanti tantissime iniziative e lotte, e a conquistare qualche vittoria sostanziale. Certo le vittorie non sono mai definitive, ma sono invece necessarie tappe di un cammino. Come le due vittorie più importanti di questi anni nella nostra campagna fondamentale contro il consumo di suolo,  per salvare il paesaggio del nostro comprensorio: la cancellazione dei progetti dell’ecomostro portuale in contrada Villagonia e dell’abnorme colata di cemento in via Pirandello (da realizzare con soldi pubblici), mascherata da rifacimento di un hotel. Naturalmente  entrambe le vittorie concernono il territorio di Taormina, dove vincere sembra più semplice, perché più facile è puntare sugli scandali  i riflettori dei media, ma dove gli appetiti speculativi sono più frequenti, potenti e selvaggi. C’è stata anche un’altra vittoria, in una battaglia di comunicazione e di democrazia: certo sempre in corso, ma in gran parte vinta nella società civile. Con una grande mobilitazione, durata anni, siamo riusciti  a far conoscere alla popolazione locale e alla stampa nazionale l’ultimo ecomostro che minaccia la baia di Taormina-Naxos: il progetto di una nota società. Il devastante progetto era potuto andato avanti per anni pressoché indisturbato nel suo iter poiché veniva sempre fatto passare per il necessario e anche da noi auspicato completamento del porticciolo turistico di Schisò, mentre, invece, senza aggiungere un solo posto barca a quelli già esistenti, prevede la costruzione sul mare, assolutamente incongrua ai fini portuali, di un mastodontico edificio di cemento, piegato ad angolo ottuso, con centro commerciale, monolocali, parcheggi coperti, ristoranti e bar. Un’orribile mega cubatura spacciata da opera di rivalutazione architettonica mentre non c’è neanche un solo architetto a firmare il triste progetto, la cui realizzazione sfregerebbe irrimediabilmente  il paesaggio storico della baia di Taormina-Naxos, rovinandone inoltre la balneazione e aggravando i già critici problemi di insabbiamento ed erosione che la caratterizzano. Un altro ecomostro insomma questo della nota società e che nulla ha da invidiare all’ecomostro bocciato in contrada Villagonia, da realizzare in una zona sottoposta a vincoli di tutela e inedificabilità ancora più stretti di Villagonia, non solo per il suo inestimabile valore paesaggistico ed archeologico, ma anche per l’altissimo grado di rischio idrogeologico che la caratterizza e la precaria situazione viaria che esclude la creazione di ogni via di fuga. In questa lotta abbiamo avuto l’appoggio  dei dirigenti di Legambiente, di Libera. Associazioni e numeri contro le mafie, di Addiopizzo, nazionali e regionali, che hanno preso posizione contro questo progetto nei tanti convegni e conferenze stampa che abbiamo organizzato  sulla fondamentale importanza di evitare ogni nuova costruzione nella baia di Taormina-Naxos, da mantenere integra come patrimonio mondiale e per l’economia non solo  di questo comprensorio ma della Sicilia, di cui questa baia è da sempre l’icona più conosciuta.  Poiché  non esistono, geograficamente, storicamente ed economicamente, baie di Villagonia o di Naxos, da poter distruggere impunemente come piccoli paesaggi locali, ma esiste una sola baia che va da Capo Taormina a Capo Schisò, a Naxos, dove nasce la storia siciliana con la fondazione della prima colonia greca, e, intorno alla cui immagine, circa 2400 anni più tardi, con i viaggiatori e pittori vedutisti del Grand Tour, nascerà il  mito turistico di Taormina, mito che oggi, dopo la rivoluzione digitale del turismo, è attivo più che mai sul web. Nonostante le tante varianti presentate, il progetto di questa nota società è rimasto purtroppo sempre sostanzialmente uguale nelle sue devastati e aberranti nuove costruzioni e questa pervicacia ha coalizzato intorno alla nostra battaglia la popolazione locale, le associazioni della società civile e dei comparti economici. Poiché è chiaro che il paesaggio storico, unico ed integro, della baia di Taormina Naxos (e non certo una nautica da diporto sempre in crisi) sia la fonte principale da cui continua a dipendere la fortuna turistica di Taormina e del suo comprensorio e dunque da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, e questa è una verità che nessun progetto affaristico e nessun campanilismo, culturalmente sprovveduto, può mettere in dubbio.  A differenza del passato, dunque, quando il progetto non era conosciuto, per le procedure di VIA (Valutazione di Impatto Abientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica), nell’aprile 2016, sono arrivate all’ARTA osservazioni contrarie a questo progetto formulate da otto soggetti pubblici, tra cui l’Associazione Albergatori di Giardini Naxos, il Partito Democratico di Giardini Naxos, il gruppo Agorà dell’opposizione, l’associazione Man (Associazione Mediterranea per la Natura) di Messina e il Comitato Civico Per salvare la baia di Naxos, oltre che da privati cittadini e naturalmente sempre da Legambiente Sicilia e dal Parco Archeologico di Naxos. Durante la stesura di queste osservazioni si è creata intorno al Circolo una grande sinergia tra esperti dalle competenze molto diverse fra loro: avvocati, archeologi, pescatori, botanici, ingegneri, albergatori, geologi, architetti, biologi ecc.. E molti si sono poi iscritti al Circolo. Ho voluto ricordare qui solo le battaglie principali, poiché per non dilungarmi, posso solo accennare alle molte iniziative condotte insieme alle tante associazioni locali, alla scuola e alle sue classi per l’Ambiente: convegni e seminari sulle Nuove Tendenze del Turismo, sulla Tutela del Paesaggio, sull’Efficienza Energetica. E poi le campagne di Salvalarte e le sponsorizzazioni, condotte con il Parco Archeologico di Naxos a cominciare dal 2012 e divenute sempre più importanti negli anni: la serie di convegni Lezioni di Paesaggio, i giardini donati o restaurati, il restauro dei mosaici a Taormina, le campagne di scavo internazionali  e il festival di Street Art Emergence a Giardini Naxos. Ma di tutto il nostro lavoro presente e passato ora troverete puntuali resoconti nel nostro nuovo blog dove stiamo riversando comunicati stampa, articoli, foto, video e documenti raccolti negli anni. Nel blog ora i giornalisti potranno trovare tutto il nostro materiale. Lascio dunque la presidenza, ma continuerò naturalmente a lavorare in un circolo che ora rappresenta ancor meglio il proprio comprensorio: abbiamo adesso tanti iscritti non solo di Giardini Naxos e di Taormina, ma anche di tutto il territorio dell’Alcantara, inoltre abbiamo finalmente anche soci di Trappitello e della meravigliosa Mastrissa. Ed è proprio ad una socia che abita a Mastrissa che passo con gioia il testimone, alla compagna di tanti progetti e battaglie Anna Maria Noessing, che è stata eletta nella nostra ultima riunione e ha già cominciato, con la generosa energia e il grande impegno che la  contraddistinguono, a dirigere il nostro circolo”.

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Tag: Legambiente
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