
Taormina. “In ogni angolo della Sicilia ci sono occhi silenziosi che chiedono aiuto, cioè quelli dei gatti randagi, spesso invisibili a chi passa distratto. Dietro ogni cucciolo nascosto sotto un’auto o ogni mamma affamata che cerca riparo c’è una storia di abbandono, trascuratezza e mancanza di reponsabilità. Ma prendersi cura di loro non è solo un gesto di amore verso gli animali, è sooprattutto un segno di civiltà che migliora la vita di tutti, anche dei residenti, perché il benessere degli animali è strettamente legato al benessere umano”.
La Susy Utzinger Animal Welfare Foundation sostiene la campagna di sterilizzazione dei gatti nel territorio di Taormina e Giardini Naxos, e qui Sara Wejdenstolpe e Francesca Gulli, due volontarie attive a Taormina, ci raccontano cosa succede ogni giorno sul territorio e cosa possiamo fare, insieme, per cambiare le cose.
“Purtroppo ancora oggi in Sicilia – spiegano Sara Wejdenstolpe e Francesca Gulli – il benessere degli animali, e dei gatti in particolare, lascia molto a desiderare. In alcune città e paesi, ci sono gatti randagi praticamente in ogni quartiere”.
Perché succede questo, quali sono le conseguenze, e come si può migliorare questa situazione? Francesca Gulli e Sara Wejdenstolpe, volontarie che da otto anni aiutano i gatti randagi a Taormina, condividono le loro riflessioni sul tema.

Perché succede?
“Molte persone che acquistano o adottano un gatto - proseguono Sara Wejdenstolpe e Francesca Gulli – non riflettono abbastanza prima di accogliere in casa un felino, poi lo lasciano uscire da casa senza sterilizzarlo e se si tratta di una femmina, una volta che la gatta resta incinta, il problema diventa davvero grande. Nel peggiore dei casi, il proprietario scarica il problema nel quartiere di qualcun altro, abbandonando la madre incinta e/o i gattini. Altri proprietari affermano di non causare problemi perché trovano sempre una casa per i loro gattini, ma questo non rispecchia la verità: quelle case avrebbero potuto invece adottare un gattino nato per strada e bisognoso di aiuto, e invece così facendo la problematica del randagismo continua solo a peggiorare”.
Le conseguenze?
“La salute dei gatti in Sicilia è a livelli molto bassi: tanti gattini muoiono giovanissimi, i gatti randagi che vivono in strada si ammalano o si feriscono e non possono avere adeguate cure veterinarie, i gatti maschi non sterilizzati possono facilmente ferirsi a causa di litigi con altri gatti o possono subire incidenti nel traffico quando vanno a cercare le femmine in calore. A volte intere colonie di gatti vengono avvelenate e uccise quando diventano troppo numerose perché qualcuno decide così di operare un controllo demografico, ma questo è un metodo molto crudele e antiquato per farlo. Anche il turismo è toccato da questa problematica: nell’estate del 2024, ad esempio, abbiamo ricevuto richieste di aiuto da quattro diversi turisti riguardo a una mamma gatta con i suoi gattini, vicino a un ristorante di Isola Bella. Questi turisti avrebbero voluto pensare a dove cenare, a quali escursioni fare e a quali souvenir acquistare; avrebbero potuto portare a casa bei ricordi della Sicilia da condividere con amici e familiari, e invece si sono messi disperatamente alla ricerca di qualcuno che aiutasse questi gatti bisognosi. Nell’estate del 2024 Monica e suo marito erano in vacanza a Giardini Naxos, ma hanno trovato un gattino malato: avrebbero dovuto fare un’escursione sull’Etna, e invece hanno deciso di aiutare a catturare il gatto malato e lo hanno portato dal veterinario, pagando per le cure veterinarie. Niente Etna per loro, e poiché il gattino ha comunque ricevuto soccorso troppo tardi, è morto dopo solo pochi giorni. Monica e suo marito hanno lasciato la Sicilia con il cuore spezzato e ricordi pieni di tristezza”.
Come possiamo migliorare la situazione?
“I proprietari di gatti dovrebbero assumersi maggiori responsabilità e sterilizzare i loro gatti, a meno che non siano disposti a prendersi cura di tutti i gattini da soli. Non c’è motivo di temere l’estinzione dei gatti; guardate i paesi dove la sterilizzazione è una pratica comune: in quei paesi i gatti non si sono affatto estinti, anzi, sono molto diffusi come animali domestici”.
“Se stai pensando di adottare un gatto, considera quanto segue:
– Sei tu che desideri il gatto, o sono i tuoi figli? È fantastico che i bambini crescano con gli animali, ma se non insegni loro come essere un proprietario responsabile assumendoti tu stesso la responsabilità completa dei tuoi animali, allora per favore non prendere un gatto. Il gatto è una tua responsabilità, non dei tuoi figli.
– Fai delle ricerche su come prepararti prima dell’arrivo del gatto: ci sono molti articoli online, e potrai trovare moltissimi video informativi.
– I gatti possono vivere fino a 15-20 anni: perciò devi essere consapevole che per tutto questo tempo il gatto farà parte della tua vita e avrà bisogno delle tue cure.
– Assicurati di avere abbastanza soldi da parte per pagare le cure veterinarie nel caso in cui il tuo gatto si ammali o si ferisca, e ovviamente per pagare la sterilizzazione.
– Se sei molto avanti con gli anni, pensa a chi si prenderà cura del tuo gatto se tu dovessi morire o infortunarti, così da non poter più prendertene cura. Assicurati di avere un piano di riserva, e se sei anziano, non adottare un gattino, adotta piuttosto un gatto adulto: ci sono tantissimi gatti adulti bisognosi nei rifugi, e sono anche più facili da accudire rispetto ai cuccioli.
– Adotta da volontari seri nella tua zona. Se non ti fanno domande sulla casa dove accoglierai il gatto e non ti chiedono di sterilizzarlo quando sarà abbastanza grande, allora adotta da qualcun altro che gestisce le adozioni in modo più professionale.
– Sterilizza il tuo gatto! Finché non è sterilizzato, tieni il tuo gatto solo in casa. Se hai adottato un gatto (o magari due), assicurati di non ritrovarti presto ad avere 5 gatti solo perché hai trascurato questo punto. Salvo diversa indicazione del veterinario, il tuo gatto dovrebbe essere sterilizzato al massimo a 6 mesi di età”.
“Quando più proprietari di gatti in Sicilia inizieranno ad assumersi la responsabilità dei propri animali, allora inizieremo ad andare verso un livello di benessere animale di cui i siciliani potranno essere orgogliosi e che i turisti sperano di vedere da una delle loro destinazioni preferite”, concludono Sara Wejdenstolpe e Francesca Gulli.



