Taormina. Un altro duro colpo è stato inflitto dalla Guardia di Finanza alle organizzazioni criminali vicine ad ambienti mafiosi operanti sulla costa jonica del messinese. Alle prime luci dell’alba di oggi (giovedì 24 febbraio 2011) i finanzieri della Compagnia di Taormina, magistralmente diretti dal comandante Sergio Commendatore, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal Gip del Tribunale di Messina, Giovanni De Marco, su richiesta dei Sostituti Procuratori della Repubblica D.D.A. presso il Tribunale di Messina, Fabio D’Anna e Fabrizio Monaco. Sono stati inoltre perquisiti dalle Fiamme Gialle 5 appartamenti e 2 uffici. Le indagini, iniziate d’iniziativa nel giugno del 2010 dalle Fiamme Gialle, hanno portato alla scoperta di un radicato sistema criminale finalizzato a speculare, attraverso il prestito di somme di danaro a tassi ampiamente usurai, su soggetti in difficoltà finanziaria. I guadagni e gli interessi usurai ricostruiti si aggirano tra il 60% e il 200% delle somme prese in prestito. Alle vittime venivano richiesti a garanzia del prestito e degli interessi usurai applicati, gli immobili presso cui vivevano o lavoravano e/o assegni di rilevanti importi che poi venivano restituiti e/o distrutti al momento del pagamento in contanti per non lasciare traccia. Le indagini sono state condotte attraverso l’uso di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Diverse microspie sono state posizionate dai militari all’interno di auto, uffici ed appartamenti. Gli arrestati sono Giuseppe R. (45 anni), di Taormina e Rosario D. (47 anni), di Letojanni. Ad entrambi è stata contestata l’aggravante di agire con modalità mafiose. In casa del primo sono state rinvenute e sottoposte a sequestro €. 17.800,00 in contanti e cambiali per €. 16.000,00. Informazione di garanzia è stata anche notificata a C. R., anche quest’ultimo accusato di agire con modalità tipicamente mafiose. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti e sequestrati €. 10.000,00 in contanti unitamente a diverse cambiali. Coinvolti altri 3 soggetti, in atto indagati. I finanzieri hanno anche scoperto, attraverso scrupolose indagini bancarie e patrimoniali ed attraverso l’ausilio di riprese eseguite da mezzi aerei del Corpo, la presenza di una villa di due piani nel territorio del Comune di Taormina (nella parte alta della frazione Mazzeo) del valore di mercato di circa 1.000.000 di euro riconducibile ad uno degli arrestati (Giuseppe R.). La villa, presumibilmente costruita con i profitti dei reati, è stata posta sotto sequestro dai militari al fine di permetterne la ulteriore confisca nelle successive fasi processuali come previsto dalle leggi antimafia.







