Taormina. Da tempo gli agenti del Commissariato di Polizia di Taormina, diretti dal vicequestore Renato Panvino, hanno avviato delle indagini finalizzate ad arginare i reati, cosiddetti, contro il patrimonio, poiché è risultato che alcuni esercenti avevano ricevuto banconote false per il pagamento della merce. L’attenzione degli investigatori si è incentrata su alcuni soggetti che, nonostante fossero incensurati, avevano destato alcuni sospetti in ragione dello sproporzionato tenore di vita ostentato. Da alcuni mesi, infatti, l’attenzione è stata rivolta nel quartiere di Trappitello ove gli sviluppi investigativi avevano fatto supporre che in una delle abitazione vi potesse essere una tipografia clandestina utilizzata per la clonazione di valuta spendibile in commercio. Tra le ipotesi si faceva strada anche quella che il denaro poteva essere immesso sul mercato da soggetti ritenuti incensurati che avrebbero clonato anche la loro identità attraverso documenti che venivano intestati fittiziamente a soggetti ignari. Dalle attività di investigazione emergeva la figura di un uomo – C.L. cl. ’77 – il quale era da considerarsi il cardine della distribuzione al dettaglio sia dei valori contraffatti che dei documenti di identità alterati. Nei suoi confronti, nella giornata del 12 settembre si concentravano gli interessi degli investigatori che procedevano ad una perquisizione presso la sua abitazione, nel corso della quale venivano rinvenuti, e sottoposti a sequestro, un considerevole numero di Travelers Cheque American Espress, abilmente contraffatti, di importo variabile, in dollari U.S.A., euro e sterline nonché riproduzioni cartacee di documenti di identificazione in bianco. Nel corso della perquisizione veniva, altresì, analizzato il contenuto delle sofisticate apparecchiature informatiche installate nell’appartamento al cui interno venivano rinvenuti files ritenuti di elevato interesse investigativo poiché riproducenti carte di identità, patenti di guida, buste paga e tesserini di riconoscimento e identificazione in bianco, ovvero riportanti identità inesistenti. Quanto rinvenuto veniva sottoposto a sequestro, unitamente ai supporti informatici mobili, ed è tuttora al vaglio degli inquirenti al fine di ricostruire la fitta rete di cointeressenze dell’organizzazione criminale. L’uomo, al quale sono stati contestati i reati di cui agli artt. 81, 485, 491 e 497/bis, in tema di falso documentale, in concorso, è stato denunciato in stato di libertà e sono in corso ulteriori indagini tendenti alla individuazione dei soggetti utilizzatori finali della valuta e dei documenti oggetto di contraffazione. Nel corso della medesima operazione, agenti delle Volanti impegnati nel controllo di soggetti sottoposti a misure di prevenzione e arresti domiciliari, hanno denunciato D.M. cl. ’88, per violazione alle prescrizione imposte nel regime degli arresti domiciliari.







