
Taormina. “Negli ultimi giorni sono apparse su diversi organi di stampa le dichiarazioni di soggetti che si facevano portavoce, non si sa bene a quale titolo, di svariate associazioni, tra cui l’Associazione Guide Turistiche della Provincia di Messina. Poichè ciò è avvenuto anche in passato, preciso che nessuna richiesta di adesione a qualsivoglia titolo è pervenuta alla presidenza di codesta associazione e pertanto ci dissociamo dalle iniziative di singole persone portate avanti a titolo personale probabilmente per fini elettorali”: a dichiararlo, è Ernst Alessandro Fichera, presidente Associazione Guide Turistiche della Provincia di Messina.
“Se infatti certe tematiche possono essere condivisibili nelle intenzioni – prosegue Fichera – certo non lo sono nel metodo. Vicende quali quella del San Domenico vanno affrontate in modo serio e concreto facendo sedere attorno ad un tavolo tecnico i principali interlocutori: proprietà, sindacati, Amministrazione e i rappresentanti delle più importanti associazioni di categoria. Non si può pensare di risolvere la difficile problematica concernente una tematica così complessa sventolando qualche cartellone contro la Soprintendenza ai Beni Culturali ed ambientali e dando così modo a qualche politicante in cerca di notorietà di cavalcare la tigre. Credo che a tutti stia a cuore la tutela del paesaggio e il fatto che quel Convento vado preservato da speculazioni di qualsivoglia natura poiché rappresenta esso stesso il simbolo dell’accoglienza turistica della Perla e per di più è stato per decenni un punto di riferimento dell’hotellerie di alto profilo a livello internazionale. Se la Soprintendenza ha espresso un parere certamente non lo ha fatto a cuor leggero, ma ha vagliato con attenzione norme e regolamenti. Personalmente credo che qualunque tipo di modifica e/o ampliamento in una struttura con degli equilibri delicati quali quelli del San Domenico va ponderata con estrema attenzione. Ciò non significa dire sì o no a prescindere senza effettuare una accurata verifica della documentazione inerente i lavori per i quali si sta chiedendo le autorizzazioni necessarie alla riqualificazione della struttura. Se posso esprimere un rammarico lo faccio per come si è proceduto alla svendita di arredi, suppellettili e altri oggetti che erano presenti nelle celle dell’ex Convento, procedure che hanno in alcuni casi anche scaldato gli animi tanto da sfiorare la rissa”.
“Il punto più delicato e al contempo dolente – conclude Fichera – dell’intera vicenda resta certamente quello del personale: solo ad una minima parte di essi sono state date serie garanzie di una futura riassunzione. E per gli altri? Il rischio è che vadano perdute per sempre delle figure professionali di alto profilo che sono stati gli allievi di coloro i quali hanno insegnato nelle scuole alberghiere del comprensorio e che hanno forgiato professionisti che oggi operano nelle più prestigiose strutture ricettive del globo: Buciunì, Fichera e Saglimbeni sono solo alcuni dei nomi illustri che fanno parte di questa categoria di grandi che meriterebbero di essere più spesso ricordati. Ci auguriamo pertanto che il nuovo anno porti con sé delle scelte proficue volte a non cancellare un glorioso passato”.



