Taormina. Il Consiglio comunale non dovrà più pronunciarsi sulle ristrutturazioni alberghiere di poco conto. Lo sostiene, in sintesi, una proposta di deliberazione consiliare che è, in questo momento, vista con particolare favore da maggioranza e opposizione. “Abbiamo stilato un documento – ha detto il consigliere comunale di Alleanza Taormina, Fiero Messina – con la massima condivisione possibile”. Segnali di distensione arrivano su questo argomento, appunto, da parte di “Futuro e Libertà”. “Adesso – ha affermato il consigliere del Partito di Fini, Lino Ardito – abbiamo raggiunto un’intesa su una problematica che decisamente metteva in difficoltà gli albergatori”. Capitava, infatti, che anche per la riorganizzazione di un semplice balcone fosse necessaria, addirittura, una votazione dell’Assemblea cittadina. Lo prevedeva, infatti, il fatidico Articolo 23 dello Statuto comunale. Ebbene, interventi del genere non passeranno più al vaglio dell’Assemblea cittadina. Ancora la normativa non è operativa e abbisognerà di una votazione nell’ambito del Civico consesso. Al termine di una riunione del Consiglio, che è stata detta, “informale”, vista la non ufficialità, vi è stata, però, un’ampia convergenza sulle questione da parte delle forze politiche in campo. I consiglieri hanno stilato un dettagliato “specchietto” dal quale si evince con chiarezza la diversificazione degli interventi. Dovranno essere, per esempio, sottoposte sempre al parere del Civico consesso: ampliamenti; ristrutturazioni se comportano demolizione e ricostruzione; variazioni di posti letto; trasformazione dei reparti operativi; realizzazione di piscine; cambio di destinazioni d’uso; demolizione di vetuste attività alberghiere; realizzazione di loggiati o porticati. Avranno solamente la necessità di una verifica istruttoria dell’Ufficio Tecnico Comunale, invece: interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione; ampliamenti o demolizioni di balconi o terrazzi purché non comportino realizzazione di vani fruibili; opere di manutenzione interne purché non comportino modifica degli spazi interni; manutenzione revisione e integrazioni degli impianti anche se tali interventi comportano la realizzazione di vani atti ad ospitarli; realizzazione di strutture precarie amovibili quali tende pergolati verande non superiori ai 50 metri quadrati.




la montagna ha partorito il topolino!!!!!!!!!! perche il comune non crea una commissione di controllo sulle chiusure selvagge di fine ottobre.perche l’amministrazione non delibera su questo,la stagione turistica a taormina negli anni 80 durava 10 mesi adesso si arriva a stento a sei.ci sono hotel che potrebbero tranquillamente lavorare tutto l’anno creando le condizioni giuste per essere d’esempio a gli altri albergatori taorminesi.