
Taormina. Lettera di Alfio Auteri, presidente della Fondazione “Mazzullo” di Taormina. “La Fondazione Mazzullo – spiega Auteri – rischia il pignoramento. Un atto di precetto è stato notificato nel mese di maggio 2014. Il debito si riferisce al mancato pagamento di parte dei cataloghi relativi a una mostra del 2010 e ammonta a € 3.946.27 (costo totale comprensivo di spese, € 8.946,27). Tale atto, è stato da me girato, per la dovuta assistenza, al Comune in data 28 maggio 2014. Da allora nessuna risposta. E non è ancora finita. Una citazione in Tribunale è arrivata per un debito nei confronti di una Compagnia di assicurazioni per il mancato pagamento delle polizze 2013/2014 per l’ammontare di € 7500,13. La prossima scadenza è appena scaduta. Stessa storia, ancora nessuna risposta. Il Cda della Fondazione Mazzullo, lasciato senza risorse finanziarie, non può assolutamente far fronte a tale evenienza, di cui non è stato messo a conoscenza al momento della nomina. Non sono stati ancora erogati dal Comune i contributi annuali del 2013 e del 2014; non sono state versate le quote dei proventi dei matrimoni civili celebrati nel Palazzo Duchi di Santo Stefano; on è stata ancora effettuata l’ordinaria manutenzione che è già diventata straordinaria; senza assistenza di alcun tipo, tra cui spicca la mancanza di un addetto alle pulizie, non ci sono risorse neanche per acquistare un francobollo o sostituire una lampadina; l’esterno rimane senza la necessaria illuminazione artistica delle opere e senza l’indispensabile impianto d’irrigazione del magnifico giardino; il terzo piano non è utilizzabile per mancanza di manutenzione del tetto con copiose infiltrazioni d’acqua piovana e con porte e finestre ormai fradice; possiamo ancora continuare a lungo perché lungo è il tempo passato senza le dovute attenzioni e i necessari interventi. La Fondazione non può far fronte, inoltre, ad alcun progetto veramente serio perché il Palazzo non è oggi idoneo agli appuntamenti importanti. Rischia di saltare la programmazione della mostra di Botero, Matta e Fontana prevista per settembre/ottobre, così come è già saltata la mostra di Modigliani. Lasciando invariata la situazione, si rischia anche il pignoramento alla Fondazione Mazzullo con irreparabile danno alla figura del Maestro e all’immagine della Città. Siamo costretti a non consentire, a tutela delle opere, dell’Amministrazione comunale e del Consiglio d’amministrazione, l’ingresso ai visitatori all’interno del Palazzo Duchi di S. Stefano fino a quando le opere e le persone non saranno coperte da idonea assicurazione, ivi compresi i matrimoni civili che si celebrano all’interno del Palazzo. Ci rendiamo conto che il momento politico-economico non è dei migliori, ma ci rendiamo pure conto che spendendo il giusto per il recupero e la messa a punto del Palazzo Duchi di Santo Stefano si fa un investimento con ritorno certo in termini d’immagine turistico – culturale con tutto quello che ciò comporta”.







