
Taormina. Eugenio Longo, classe 1923 , uomo politico di spicco e più volte sindaco di Taormina, ci rende questa testimonianza storica. “Ricordo che nella tarda mattinata del 9 luglio del 1943, giorno della festa di S. Pancrazio, arrivarono all’improvviso due Spifire della Raf e bombardarono il S. Domenico. Ho visto le bombe materialmente cadere sull’albergo. Subito dopo si diffuse l’allarme e moltissimi taorminesi sfollarono nelle loro case di campagna prevedendo un possibile ritorno degli aerei nel pomeriggio come del resto fu. Alle 17 circa suonarono le sirene e subito dopo avvenne il bombardamento che sentii con le mie orecchie e sotto i miei piedi perchè la terra tremava tutta. La zona colpita era la parte Sud di Taormina e io mi avventurai, appena gli aerei se ne furono andati, alla ricerca di mio padre che aveva fatto nel primo pomeriggio un trasporto con il suo carretto per conto della famiglia Gerandini. All’altezza dei Combattenti non si passava più per le macerie e per la polvere che ancora stagnava nell’aria. Arrivai ugualmente tra mille difficoltà a Piazza Municipio, ricordo che non c’era anima viva e un silenzio spettrale rendeva ancora più cupo lo scenario delle devastazioni. Proprio di fronte alla Farmacia Ragusa (che per fortuna era stata risparmiata) morì sull’uscio di casa una bellissima ragazza, Antonina Ragusa. La mamma era un’insegnante elementare. Ricordo che sotto le macerie poco distanti sentivo un bambino recitare il Padre Nostro che non riusciva a completare perchè subito dopo gridava aiuto. Con l’intervento di qualche altro per fortuna sopraggiunto mi misi a scavare con le mani e lo tirammo fuori. Accanto a lui si vedeva la gamba della mamma morta che probabilmente gli aveva fatto da scudo con il proprio corpo. Riuscii in qualche modo a raggiungere il Carmine colpito in pieno dalle bombe e subito dopo il posto dove ero diretto dalle parti di Cuseni per rintracciare mio padre. Anche noi sfollammo in campagna a Petralia e ritornammo a Taormina solo dopo il 14 luglio del 1943 quando arrivarono le truppe britanniche. Un cartello scritto in inglese sulla porta secondaria dell’Hotel Metropol mi faceva capire che eravamo ormai stati presi dal nemico e mi misi a piangere”.
(Testimonianza registrata e trascritta da Piero Arrigo in qualità di storico e ricercatore di fatti e avvenimenti locali pertinenti la II Guerra Mondiale il 20 agosto del 2016”.





